In trappola i truffatori dei pensionati

13 Settembre 2018

Sono riusciti a spillare 22mila euro a una donna di 93 anni consegnandole pacchi di riso e pasta. Sono accusati di 13 colpi

PESCARA. Fingono di essere corrieri. Si presentano a casa di persone anziane per consegnare della merce. Dicono di dover recapitare computer, elettrodomestici o altri oggetti di valore, destinati ai familiari, in particolare nipoti. E gli anziani, in assoluta buona fede, credono a tutto, ritirano il pacco che non è mai stato ordinato da nessuno e pagano fior di quattrini. Quando i corrieri sono lontani e il pacco viene aperto si scopre che dentro c’è solo della farina, al più riso o pasta.
Un copione che si è ripetuto diverse volte, a Pescara come altrove. E i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale hanno indagato e stanno indagando su molte truffe di questo genere. Per alcuni di questi colpi, sia tentati sia andati a buon fine, ieri si è chiuso il cerchio nelle ultime ore. Gli uomini del Nucleo investigativo, diretti dal maggiore Massimiliano Di Pietro, hanno acciuffato due truffatori seriali di Napoli, accusati di aver messo a segno 13 truffe ai danni di anziani, non solo a Pescara ma anche nelle province di Foggia, Potenza e Isernia. Si chiamano Marco Napolitano, 22 anni, finito agli arresti domiciliari, e Ivan Nasto, 20 anni, che è stato sottoposto all’obbligo di dimora (dovrà presentarsi tutti i giorni dai carabinieri). I due sono stati acciuffati a Napoli in collaborazione con i militari delle compagnie Stella e Centro mentre altri complici, già identificati e indagati, sono ricercati.
L’indagine è scattata nel mese di novembre quando i presunti truffatori hanno cominciato a muoversi nel territorio di Pescara, dove hanno agito per un paio di mesi. La tecnica a cui hanno fatto ricorso la maggior parte delle volte è quella del falso corriere grazie alla quale sono riusciti a spillare a una donna di 93 anni di Pescara ben 22 mila euro. L’anziana, ha aperto tranquillamente la porta alla coppia di corrieri (avevano maglietta e pantaloncini neri), arrivati in città con un’auto (poi si è scoperto che i mezzi venivano presi a noleggio). Durante la conversazione la 93enne si è fatta sfuggire un’informazione preziosa. Ha detto ai due sconosciuti di avere a disposizione in casa circa diecimila euro: una somma sufficiente, ha spiegato, per pagare quella strumentazione elettronica acquistata dal nipote di cui parlavano i corrieri. I truffatori, avendo capito di aver un ampio margine di manovra, hanno rilanciato l’affare. E hanno spiegato alla 93enne di dover recapitare anche altri pacchi, sistemati nel furgone, sempre destinati alla sua famiglia. Lei non si è tirata indietro e ha continuato a pagare, fino all’ultimo centesimo dei suoi risparmi. Quando si è accorta che nei pacchi c’erano farina e riso ha capito tutto. Ma ormai era sola in casa. I due imbroglioni erano lontani. Si è rivolta ai carabinieri e ha raccontato i fatti, con molta precisione. La zona vicina all’abitazione è stata passata al setaccio dagli investigatori che hanno perfino svuotato i cassonetti e recuperato la carta degli imballaggi, sulla quale è stata rilevata una porzione di impronta preziosissima. E poi sono state esaminate le immagini riprese dalle telecamere delle abitazioni vicine.
Accertamenti a tappeto anche per altri casi, non solo in Abruzzo, visto che alla coppia e agli altri indagati vengono contestate anche delle truffe avvenute fuori regione, per un bottino complessivo di 50mila euro. Gli impostori accettavano di tutto dalle vittime: non solo soldi ma anche monili e oggetti preziosi. E c’era un secondo pretesto a cui facevano riferimento, anche se con minore frequenza: telefonavano all’anziano di turno dicendo di essere un familiare in difficoltà, in genere un nipote. E raccontavano di avere bisogno di soldi o di oggetti di valore, da consegnare a un amico in modo da risolvere tutto. Le indagini dei carabinieri proseguono, per dare un volto e un nome ad altri truffatori che hanno agito in città e che si sono presi gioco di persone particolarmente fragili, come gli anziani, generando in loro depressione e sensi di colpa.
Chiunque riceva visite sospette deve, al minimo dubbio, lanciare l’allarme chiamando un vicino di casa o le forze dell’ordine. Questo l’appello degli uomini del Reparto operativo, agli ordini del colonnello Gaetano La Rocca. Alcuni consigli utili per evitare di essere truffati sono stati pubblicati su un vademecum realizzato dall’Arma e diffuso on line anche sui siti dei Comuni.