In un libro il sogno di grandeur di Pescara

31 Agosto 2016

PESCARA. La guerra in casa, la ricostruzione, sinergie e campanilismi, una immaginata grandeur ed evidenti occasioni perse. L'indagine di Francesco Mancini sul «confronto per il capoluogo d'Abruzzo»...

PESCARA. La guerra in casa, la ricostruzione, sinergie e campanilismi, una immaginata grandeur ed evidenti occasioni perse. L'indagine di Francesco Mancini sul «confronto per il capoluogo d'Abruzzo» prende passo dal centro che non ha avuto la meglio, quella Pescara, quel capoluogo adriatico che aveva allora tutte le carte in regola per essere, apparire, restare veramente grande, carte che nei decenni successivi non ha saputo più giocare a dovere. Un capoluogo mediatico, economico, rivierasco, come suggerisce l'autore, che emerge da una lettura storica e sociale dei documenti paterni - l'onorevole democristiano Antonio Mancini, intraprendente sindaco di Pescara - che Mancini ha sviscerato e connesso riordinandone le riflessioni nei corposo volume "Molto mosso", appena edito da Carsa, che sarà presentato domani, alle 18,30, allo stabilimento San Marco. Il libro (502 pagine, 25 euro) ricostruisce un complesso di stagioni storiche tra il 1943 e il 1972, attraverso l'archivio ricco e documentato di Antonio Mancini: industrializzazione, università, autostrade sono anche lo spunto per l'autore per snocciolare aneddoti, curiosità e piccoli scoop. "Molto mosso" viene presentato nell'evento "Quando Pescara era veramente grande", dallo stesso autore, che si è avvalso per l'editing della collaborazione del critico letterario Giacomo D'Angelo, insieme a quest'ultimo e ad altri volti della città: l'editore Roberto Di Vincenzo, l'imprenditore Stefano Menzietti, i commercianti Adolfo Dolci e Claudio Minicucci, il direttore del Centro Mauro Tedeschini, la giornalista Daniela Senepa e un ospite speciale come 'Nduccio. (g.d’o.)