In vendita da 7 anni le società partecipate Ma nessuno compra

La Provincia vuole chiudere 4 ditte pubbliche per risparmiare Ma le aste vanno deserte e diffide e messa in mora falliscono
PESCARA. «Le aste di vendita sono andate deserte e le richieste di rimborso delle quote alle società non sono state accolte». La Provincia di Pescara vuole tagliare i rami secchi ma, dopo quasi 7 anni, il piano per evitare gli sprechi è ancora bloccato. Sono 4 le società partecipate che la Provincia vuole vendere, il problema è che, dal 2017, non c’è proprio nessuno che voglia rilevare quelle quote: «Non si è riusciti a vendere nessuna partecipazione», recita la delibera dell’amministrazione De Martinis che, adesso, va avanti con un altro tentativo di cessione delle società Pescarainnova srl, Le Antiche terre d’Abruzzo scarl, Autoparco Montesilvano srl e Centro agroalimentare Valle della Pescara scarl. Le prime tre sono società sono avviate su un binario morto mentre l’ultima riguarda il mercato ortofrutticolo di Cepagatti che vanta un fatturato di 75 milioni di euro annuo.
Tra le partecipate, il presidente Ottavio De Martinis (Lega) vuole salvare soltanto la Provincia Ambiente spa, la ditta dei controlli delle caldaie che è di esclusiva proprietà provinciale (100%).
Tra le partecipazioni, la più importante a livello numerico è la Pescarainnova con il 36% delle quote (il resto è di diversi Comuni): si tratta di una società pubblica fondata nel 2007 che si occupava, così dice l’oggetto sociale, di «informazione e sviluppo per i Comuni, le imprese e i cittadini con gli strumenti innovativi del tempo». Inizialmente, la Pescarainnova ha prodotto corsi di formazione ma poi è rimasta inattiva dal 2012. Talmente inattiva che pare non rispondere neanche ai solleciti degli enti pubblici. A fronte di questa situazione chi potrebbe acquistare le quote? Però, anche quest’anno, con l’obbligo della revisione straordinaria delle partecipate, la Provincia ci riprova anche se la delibera approvata con appena 4 sì ricorda che finora «non si è riusciti a vendere nessuna partecipazione a causa delle aste andate tutte deserte». E non è tutto: la Provincia ha inoltrato alle 4 società «la messa in mora e la diffida al rimborso delle quote di proprietà della Provincia». Ma sembra che non sia arrivata risposta. Il piano delle dismissioni è stato votato da appena 4 presenti su 6 appena due giorni prima delle elezioni: il presidente De Martinis e poi i consiglieri Federico Acconciamessa (ormai ex), Gabriele Colasante e Antonio Romano; si sono astenuti Antonio Zaffiri ed Emidio Camplese.
Tra i consiglieri assenti al momento anche pezzi della maggioranza. Il dissenso ruota intorno alla cessione delle quote del Centro agro alimentare La Valle della Pescara (4,54%): durante il consiglio, Zaffiri ha chiesto la «revoca» della procedura di vendita delle quote del mercato. Ma la delibera approvata comprende anche quella partecipazione: perché la Provincia voglia disfarsi del mercato ortofrutticolo che movimenta un milione di quintali di merce all’anno non è spiegato sugli atti.
La delibera cita il caso di un’altra partecipata storica che continua a sopravvivere nonostante una liquidazione avviata dal 2015: si tratta della Palacongressi spa di Montesilvano. La Provincia, dice la delibera, «ha sollecitato il liquidatore ed il collegio sindacale a concludere le operazioni di liquidazione della società ma la procedura non si è conclusa». Con la delibera, a distanza di 9 anni dalla messa in liquidazione, la Provincia «conferma la conclusione della procedura di liquidazione per la società Palacongressi».

