In vent’anni 38 milioni di euro

23 Ottobre 2021

L’Aquila, i fondi erogati e la storia della Fondazione che deteneva il cento per cento della Carispaq

L’AQUILA. Trentotto milioni di euro erogati fino a prima del lockdown. A presiedere la Fondazione Carispaq c’è un ex funzionario direttivo della Comunità Montana Peligna, Domenico Taglieri, 79 anni di Sulmona.
La Fondazione Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila nasce il 20 agosto 1992, in quella stagione di trasformazione del sistema delle Casse di Risparmio italiane aperta dalla cosiddetta legge Amato.
Nasce, la Fondazione, come socio unico della Carispaq, la cui origine è datata 1859. Ma nel corso degli anni, in un continuo divenire, tutto scorre e tutto cambia. Panta rei diceva Eraclito.
Tra le tante date significative ne riportiamo una che permette di tracciare una linea: 11 gennaio del 2013. Quando i consigli d’amministrazione di Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Carispaq approvano il progetto di fusione per incorporazione della stessa Carispaq in Bper.
Allora, la Fondazione, deteneva 816.011 azioni ordinarie della banca conferitaria, la Carispaq, corrispondenti al 5.10 per cento del capitale sociale della stessa Cassa, di cui la Banca popolare dell’Emilia Romagna era a sua volta azionista di maggioranza con la quota di partecipazione del 94,739 per cento.
Da quel 1992, nell’arco di undici anni, lo scenario quindi è radicalmente cambiato. Ma non gli obiettivi che rimangono identici a quelli stabiliti nello statuto originario. La Fondazione Carispaq si propone «il perseguimento dei tradizionali fini di interesse pubblico e utilità sociale nei settori dell’arte, della ricerca scientifica, dell’istruzione, della sanità e del volontariato, con preciso riferimento al territorio della provincia dell’Aquila».
Ed eccole le somme di questa mission scritte in bilancio: dal 1992 fino a prima del lockdown, la Fondazione Carispaq ha erogato per arte, attività e beni culturali14.200.142 euro; per volontariato, filantropia e beneficenza4.477.512 euro; per ricerca scientifica e tecnologica 4.426.530 euro; per salute pubblica 1.373.888 euro; per sviluppo locale9.675.844 euro; per educazione, istruzione e formazione 1.814.018 euro e infine per crescita giovanile 2.870.012 euro. Come si diceva: 38 milioni di euro. (l.c.)