In vetrina i prodotti salvati dal terremoto
Da oggi fino a domenica al “Villaggio del Gusto” di Coldiretti le eccellenze alimentari del territorio
L’AQUILA. Dalla mortadella di Campotosto al caciofiore aquilano passando per le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, il pecorino di Farindola, i salumi delle campagne teramane, lo zafferano e il salame dell’Aquila, la ventricina dei Monti della Laga. Uscendo fuori dai confini regionali, troviamo le lenticchie di Castelluccio, il pecorino e la cicerchia dei Monti Sibillini, i salumi di Norcia e il pecorino Amatriciano.
Prodotti “salvati” dai terremoti del 2009 e del Centro-Italia. Veri e propri presidi eno-gastronomici dei territori di riferimento. Eccellenze abruzzesi e non solo. Arrivano anche da Lazio, Marche e Umbria, laddove le scosse hanno rischiato di fiaccare, per sempre, la produzione di nicchia. Vetrina espositiva per eccellenza, piazza Duomo, all’Aquila dove la Coldiretti Abruzzo ha allestito un Villaggio del gusto, con settanta aziende espositrici nel mercato di Campagna amica. Da oggi, fino a domenica alle 20, saranno in mostra le tipicità delle zone colpite dai terremoti, con spazi dedicati alle eccellenze dello street food a chilometro zero, distribuzione gratuita di pasta, laboratori didattici, convegni e un’arca di Noè con animali della fattoria. Nel decennale la Coldiretti lancia l’evento “L’Aquila made in Italy: valori e progetti dieci anni dopo il sisma”, a cui parteciperà il presidente nazionale, Ettore Pradini. Un’occasione per riflettere sul futuro della produzione agricola.
I PRODOTTI SALVATI. I veri protagonisti della scena saranno loro: i prodotti tipici che hanno rischiato di scomparire. Quelli salvati dalle scosse, riportati sul mercato con l’ausilio della Coldiretti sull’onda di iniziative come i Villaggi espositivi, La caciotta solidale e il Forum dell’agricoltura di Cernobbio, nel 2018.
«Eccellenze prodotte nelle zone più colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, riportate alla luce dalle aziende che hanno subito importanti danni ma che sono riuscite, con impegno e volontà, a ripartire», spiega il direttore della Coldiretti Abruzzo, Giulio Federici. Tra i prodotti che saranno presenti al mercato di Campagna Amica, le mortadelle di Campotosto, il caciofiore aquilano, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, il pecorino di Farindola, lo zafferano e i salumi aquilani.
«Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola, con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini», fa notare Federici, «le aziende hanno avuto difficoltà enormi per i danni alle strutture e alla produzione. Ma molti imprenditori agricoli sono riusciti a salvare e a rimettere sul mercato eccellenze e tipicità che hanno fatto la storia di questi luoghi».
IL RUOLO DI COLDIRETTI. Una voglia di rinascita di cui si è fatta portavoce la Coldiretti facendosi promotrice di una serie di iniziative a favore delle aziende terremotate. Dalla simbolica manifestazione della Sa Paradura, in collaborazione con i pastori sardi, nel 2009, ai “Villaggi di Coldiretti” e ai cesti della solidarietà di Campagna amica. «Portare in tavola i prodotti alimentari salvati dalle macerie è stata», sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo, Silvano Di Primio, «la più diffusa forma di solidarietà espressa nei confronti delle popolazioni terremotate. Un sostegno che ha aiutato agricoltori e allevatori a rimanere nelle proprie aziende e a presidiare il territorio per difenderne le specialità. Il futuro dell’economia regionale può partire dall’agroalimentare, ma ha bisogno di una visione sinergica e condivisa dalle istituzioni e dai diversi attori del territorio». Monica Pelliccione

