In via Ariosto e via Lazio le due zone già bonificate
MONTESILVANO. Attualmente le case popolari di via Rimini rappresentano il punto più critico, in termini di sicurezza e decoro, dell’intera città di Montesilvano. Nel corso degli ultimi anni, infatti,...
MONTESILVANO. Attualmente le case popolari di via Rimini rappresentano il punto più critico, in termini di sicurezza e decoro, dell’intera città di Montesilvano. Nel corso degli ultimi anni, infatti, sono state disinnescate le due bombe sociali rappresentate dal ghetto di via Ariosto e dal palazzo della vergogna di via Lazio 61.
Nel primo caso, le palazzine abitate in maniera abusiva da una nutrita comunità di extracomunitari e diventate roccaforte di spaccio e contraffazione, proprio a pochi passi dai grandi alberghi e dalla zona più turistica della città, sono state oggetto di uno sgombero forzato voluto dall’amministrazione del sindaco Francesco Maragno e portato a termine a giugno del 2017. Oggi le palazzine sono state completamente riqualificate dai proprietari.
La seconda zona critica, ossia quella di via Lazio, invece, è stata risolta all’inizio dell’estate con il trasferimento dei legittimi assegnatari degli alloggi popolari del Comune di Pescara in altre abitazioni, con un’ordinanza del sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis di inagibilità e sgombero immediato del palazzo e con un’operazione interforze che ha consentito, all’inizio di luglio, di liberare lo stabile che è stato murato. Ora la porzione di immobile di proprietà del Comune adriatico, pari a 59 appartamenti, è stata messa all’asta dell’ente che conta di alienare il bene a partire da una base di un milione 465mila euro. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 14 ottobre 2022. (a.l.)
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