In via Tavo tra rifiuti e minacce Ora i residenti si ribellano: basta

15 Giugno 2021

Sui cumuli di spazzatura in strada spunta un biglietto: «La prepotenza di pochi è degrado per tutti» Ma resta la paura di denunciare gli abusi, lo sfogo di una cittadina: «Chi parla subisce le ritorsioni»

PESCARA. Un biglietto poggiato sui cumuli di rifiuti abbandonati lungo via Tavo: «La prepotenza di poche famiglie, il degrado di tutto il ferro di cavallo», così si protesta sotto le case popolari di Rancitelli. Con un foglietto adagiato su pezzi di mattoni, un lavello, bottiglie di vetro, sacchi di spazzatura e resti di elettrodomestici. Un biglietto scritto con la penna rossa per urlare (ma nel silenzio) la voglia di riscatto di un quartiere che si trova l’etichetta del degrado cucita addosso.
Qui resta la paura di protestare: si temono ritorsioni, minacce e botte. «Qui non si può alzare la voce», racconta una residente del ferro di cavallo con la finestra affacciata sul cortile trafficato e ricoperto di carte e di stracci, «non scriva il mio nome. È meglio non parlare per evitare problemi: siamo costretti a sopportare tutto, l’immondizia gettata sotto le nostre finestre, la musica ad alto volume ad ogni ora del giorno e della notte, le minacce e gli insulti. Se chiedessi a chi butta i rifiuti per strada di non farlo, potrebbe prendersela a male, ricoprirmi di offese e picchiarmi, danneggiarmi la macchina parcheggiata lungo la strada o addirittura bruciarmela. In un attimo sarei nel mirino di quei pochi che fanno i padroni del ferro di cavallo».
Quel biglietto è una richiesta di aiuto. Che però cade in un quartiere finito nell’incuria. Davanti all’immondizia che ha sfondato anche la recinzione di un terreno privato, ci sono gli scheletri dei palazzi Clerico con la recinzione di lamiere arrugginite che sovrasta il marciapiedi: quei palazzi, con i lavori cominciati nel 1969, l’anno dello sbarco dell’uomo sulla luna, dovrebbero essere demoliti per lasciare spazio a tre edifici con 74 alloggi. Il progetto c’è, l’abbattimento finora resta sulla carta.
«Benvenuti in via Tavo, la strada dell’abbandono», continua la residente che indica gli alberi lungo il marciapiedi: tira vento e le folate agitano la vegetazione che nessuno è venuto a tagliare. «Nessuno taglia le erbacce e nessuno raccoglie i rifiuti, noi chiamiamo il Comune e ci dicono che verranno presto ma poi qui non si vede quasi mai nessuno. Ma la colpa più grande è degli incivili, di chi trasforma questa zona in una pattumiera: ogni volta che qualcuno passa a pulire dopo mesi di segnalazioni, il giorno dopo siamo punto e a capo».