«In viale Marconi spazi ridotti, inevitabili gli incidenti»

PESCARA. «In viale Marconi regna l’anarchia». Lo dice, senza mezzi termini, Giampiero Sartorelli. Il presidente dell’Automobile club Pescara, torna a intervenire sulla questione dopo aver rimarcato...
PESCARA. «In viale Marconi regna l’anarchia». Lo dice, senza mezzi termini, Giampiero Sartorelli. Il presidente dell’Automobile club Pescara, torna a intervenire sulla questione dopo aver rimarcato già lo scorso novembre «la pericolosità delle modifiche apportate a questa fondamentale strada della città». Lo spunto è dato dall’incidente della ciclista, caduta a pochi metri dall’autobus qualche giorno fa, motivo per cui Sartorelli afferma: «In viale Marconi tutti fanno quello che vogliono, non si rispettano le regole del codice, si parcheggia ovunque, biciclette e monopattini utilizzano il marciapiede e via dicendo. È l’unica colpa che non ha l’amministrazione e gli unici responsabili sono quei concittadini che non hanno alcun senso civico. Ma vi è però da dire», rimarca il presidente dell’Aci, «che da troppo tempo la strada è un cantiere aperto, con continue interruzioni, e si ha difficoltà a comprendere quali siano le regole del codice da seguire, quale segnaletica sia già in vigore o meno. E il tutto si svolge nel completo disinteresse per la sicurezza delle persone e degli utenti più deboli da parte di chi dovrebbe vigilare. In spazi così ridotti, basta un semplice movimento, un piccolo errore di valutazione e l’incidente è inevitabile. Sono tanti i ciclisti che utilizzano viale Marconi, e la completa assenza di una pista ciclabile li obbliga a percorrere la viabilità ordinaria, con grave pericolo per la loro incolumità. Stesso discorso per i pedoni. Per non parlare dei passaggi pedonali all’interno delle rotatorie, nostra prima critica al progetto: sono ancora lì e rendono veramente complicata la convivenza pedoni/auto/moto/bus: è un vero e proprio errore tecnico che andava sanato immediatamente. In ogni caso, la mancanza di spazio è la madre di tutte le imperfezioni di un progetto che si sta portando avanti con tanta tenacia».

