In visita turistica cercando il bagno
Manoppello, folla per il Volto Santo. Ma proteste per l’assenza di bar e toilette
MANOPPELLO. Hanno telefonato in redazione per segnalare il grande disagio provato in questi giorni all’arrivo alla destinazione della loro visita: il Volto Santo di Manoppello. Niente a che vedere con la spiritualità del posto, con la visita alla Basilica, con la preghiera, con il raccoglimento e la devozione verso la Sacra Icona. Da ridire invece sulla disponibilità dei servizi pressoché inesistenti. «Chiunque», diceva la voce all’altro capo del telefono, «si aspetta che all’arrivo, dopo il viaggio, possa rifocillarsi, prendere un caffè caldo al banco di un bar, un tè magari seduti intorno a un tavolo, viste le basse temperature di questi giorni, utilizzare comodamente i bagni. Invece, si rimane letteralmente spiazzati senza poter aggiungere niente all’appagante incontro con il Volto del Signore. Eppure, nel luogo ci sono le strutture e le possibilità per rendere questo posto accogliente e invitante. Si dovrebbe fare qualcosa per crescere in questo senso». La questione è nota e puntualmente si ripropone proprio in quei giorni in cui l’afflusso di pellegrini e devoti del Volto Santo diventa più intenso. Un servizio igienico c’è. E’ sistemato in una struttura di proprietà della Provincia e dato in gestione ai frati cappuccini proprietari della Basilica e anche di una struttura ricettiva (2 stelle) annessa al convento, La Casa del Pellegrino, dotata di 45 camere, 87 posti letto e 39 bagni e al piano terra di un bel bar. Albergo e bar però sono chiusi. Così per le migliaia di visitatori non c’è speranza di poter avere un punto d’appoggio per una siesta ristoratrice. Fino a qualche anno fa l’albergo era stato dato in gestione, ma per essere oggi pienamente efficiente e sicuro, soprattutto dopo il sisma di sei anni fa, necessita di essere ripristinato nelle strutture e reso funzionale. E’stato tentato, più di una volta, anche l’affidamento del bar, iniziative però subito naufragate. Anche i manoppellesi fanno appello sia all’iniziativa di qualche privato ben intenzionato sia al Comune per la soluzione del problema, che oggi più che mai, alle porte del nuovo Giubileo 2016, non può essere più rimandata.
L’amministrazione viene stimolata a farsi promotrice della costituzione di una cooperativa, magari di giovani, che potrebbe gestire non solo il bar con l’accordo dei frati cappuccini, ma anche il parcheggio esterno, il vicino cimitero e i bagni pubblici. Sarebbe una occasione per chi chiede e cerca lavoro auspicata da tempo.
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