Incendio alla pineta, è caccia al piromane

16 Giugno 2021

Nuovo rogo vicino al laghetto: in azione 7 mezzi dei vigili del fuoco per evitare danni agli alberi

PESCARA. Ancora un incendio all’interno della Pineta Dannunziana. Il secondo nel giro di un paio di settimane. Ad andare a fuoco, un’area costituita per lo più da alberi e sottobosco, vicino al laghetto dei cigni, nella zona tra via Pantini e via della Pineta. Ad evitare conseguenze gravissime, l’intervento immediato dei vigili del fuoco del comando provinciale, arrivati in pochi minuti sul posto, con due squadre e sette mezzi, tra cui l'autoscala per consentire di raggiungere con i getti di acqua la parte alta della chiome degli alberi ed impedire così il propagarsi del rogo.
A lanciare l’allarme, poco prima delle 9, sono stati alcuni cittadini. A seguire le varie operazioni, sin dai primi istanti, il comandante Daniele Centi e il suo vice Giuseppe De Fabritis. Sul posto anche la polizia municipale e la polizia, che si è occupata come tutte le altre volte degli accertamenti volti a far luce sulle cause di questi incendi. Ben due, quasi in contemporanea, erano divampati il 28 maggio sempre nelle vicinanze del parco del laghetto dei Cigni, uno nei pressi del cancello d’ingresso. Fatti che vanno avanti da tempo e che fanno pensare, a questo punto, che dietro vi possa essere la mano di qualcuno. Due-tre si erano registrati all’interno della Riserva anche durante la primavera e l’estate 2020. Oltre alla polizia erano stati allertati anche i carabinieri forestali per i vari approfondimenti. Era stato all’epoca effettuato un sopralluogo e acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza alla ricerca proprio di elementi utili a ricostruire gli episodi. Una volta spento il rogo, per tutta la giornata di ieri, il personale della protezione civile è stato impegnato a verificare che non si riaccendessero focolai.
Su questo ennesimo incendio all’interno della riserva, ieri è intervenuto l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, il quale attraverso il presidente Matteo Colarossi, chiede di rivedere le scelte del Piano di assetto naturalistico «abbandonando i vincoli legati all’evoluzione naturale e attuando una gestione attiva selvicolturale volta a prevenire gli incendi attraverso la pulizia del sottobosco, lo sfalcio delle erbe e i diradamenti migliorativi della struttura e delle condizioni fitosanitarie». Per Colarossi, «questo consentirebbe l’eliminazione di combustibile disponibile a eventuali incendiari. La tutela della Pineta, quindi si può attuare con la gestione». (a.d.f.)