Incendio distrugge azienda «ma niente inquinamento»

6 Ottobre 2018

CITTA’ SANT’ANGELO. Industria di arredi distrutta dalle fiamme: non ci sono risultanze utili per stabilire la causa dell’incendio, ma sia i vigili del fuoco che i carabinieri per ora escludono che...

CITTA’ SANT’ANGELO. Industria di arredi distrutta dalle fiamme: non ci sono risultanze utili per stabilire la causa dell’incendio, ma sia i vigili del fuoco che i carabinieri per ora escludono che possa trattarsi di un rogo doloso.
A fiamme spente la situazione della Faber di via Lungofino, nella zona artigianale-industriale di Città Sant’Angelo, appare ancora più devastante. Le fiamme hanno letteralmente divorato tutto quello che c’era nei 300 metri quadrati del capannone dove si fabbricano tavoli, sedie, banconi e altri arredi per negozi, alberghi, uffici, pizzerie. Le fiamme sono state viste intorno alle ore 22, ma è possibile che si siano sviluppate prima. All'arrivo sul posto dei primi vigili del fuoco di Montesilvano, l'incendio aveva già distrutto la copertura, presumibilmente in cemento-amianto. Stando alle prime dichiarazioni raccolte dal titolare della Faber, Luciano Di Sabatino, all'interno del locale dal quale sarebbero partite le fiamme non c'erano dispositivi o macchinari accesi. Nel giro di un’ora il deposito è andato completamente distrutto.
Le indagini sono coordinate dal capitano Luca La Verghetta, comandante della Compagnia dei carabinieri di Montesilvano, il quale sta attendendo la denuncia di Di Sabatino con la specifica dei danni. Ma fare l’inventario non sarà facile, visto che le fiamme hanno distrutto anche l’ufficio della fabbrica, da ieri chiusa e con il personale a casa. Intanto ieri il sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, in seguito all’incendio ha convocato i dirigenti e i funzionari dell’Arta e del dipartimento di prevenzione della Asl per accertare se non ci fosse un pericolo di inquinamento da fumi e dispersione di eternit. Secondo i tecnici dell’Arta, la pioggia ha «contenuto il fenomeno della dispersione di inquinanti nell’aria», mentre la Asl ha ritenuto comunque necessario disporre la bonifica dell’area con «rimozione dei materiali di rifiuti presenti, previa messa in sicurezza entro un raggio di 15 metri dalla porzione di capannone incendiato».