Incendio in un palazzo, famiglie evacuate

29 Luglio 2018

Il rogo è partito dai contatori della luce. La mamma di un bimbo di 13 mesi: casa invasa dal fumo, siamo scappati sul balcone 

PESCARA. Minuti di vera paura nel tardo pomeriggio di ieri in viale Vespucci quando, poco prima delle ore 20, è divampato un incendio nella palazzina a due piano al numero civico 163. A innescare il rogo è stato un corto circuito che ha interessato i contatori dell’Enel a piano terra a pochi passi dal portone di ingresso dello stabile. I primi ad accorgersi di come ci fosse qualcosa di strano sono stati padre, figlia e nipotino di soli tredici mesi, che dopo aver fatto la spesa al supermercato, sono rientri a casa ma hanno avvertito una puzza strana nel percorrere l’androne delle scale. Pensando che fossero odori provenienti dall’attigua cucina della braceria “Braci & Co” non hanno dato peso, almeno inizialmente, a quello che aveva sentito il loro naso. Ma il padre e nonno ha preferito vederci chiaro e pochi minuti più tardi è sceso nuovamente per controllare. Ma portone e scale erano già completamente al buio avvolte da una fitta coltre di fumo nero. È così scattato l’allarme, con la richiesta di aiuto al 118, ed è soprattutto, sopraggiunta la paura. L’uomo è subito risalito in casa al secondo pian ma il poco dopo il fumo ha iniziato a invadere anche l’appartamento facendo di fatto sentire in gabbia le sei famiglie che vivono nella palazzina. Tutti si sono rifugiati sui balconi mentre nel frattempo sul posto sono giunte un’autobotte e un’autoscala dei vigili del fuoco, i quali, nonostante il denso fumo nero, hanno domato le fiamme. La polizia municipale invece si è occupata di chiudere al traffico il tratto di viale Vespucci compreso tra via Antonio Candeloro e via d’Avalos. È intervenuta anche un’autoambulanza del 118 ma per fortuna nessuno è rimasto ferito o intossicato a causa del fumo. «Abbiamo avuto tanta paura», racconta Chiara con suo figlio di soli tredici mesi in braccio, «le scale erano piene di fumo nero che poi è entrato anche in casa, ci siamo rifugiati sul balcone, come anche gli altri condomini. Ci siamo spaventati davvero un sacco». Paura che conferma anche Marco, il padre della ragazza: «Ci sono state delle piccole esplosione e poi tanto fumo nero. Abbiamo avuto tanta paura per le esalazioni perché c’era il bambino di 13 mesi. In casa c’era un fumo che non si vedeva». Tre famiglie della palazzina ieri non hanno potuto fare rientro in casa per la fuliggine che invaso spazi comuni e case e per la mancanza della corrente elettrica. Tramite l’interessamento del Comune sono state ospitate nell’hotel Miramare.
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