Incendio in via Lazio Appiccato il fuoco a quintali di rifiuti

2 Gennaio 2021

Tegole e schegge di vetro lanciate sui balconi, tetti sfondati  Pettinari: questa zona di Montesilvano è peggio di Rancitelli

MONTESILVANO. Quintali di immondizia gettati dalle finestre dello stabile degli orrori, in via Lazio 61, a Montesilvano. Mobili, divani, armadi, sedie, bottiglie piombati in strada come missili dai piani alti, fin dal settimo. Si sono accasciati sul marciapiede, tra le abitazioni e lì sono rimasti, per giorni. Qualcuno, giovedì sera ha deciso di appiccare il fuoco a quel cumulo di rifiuti, uno dei tanti disseminati nel circondario. Persino l’ex palestra al primo piano del fabbricato, che insiste su territorio del Comune di Montesilvano ma è di proprietà del Comune di Pescara, è inondata di pattume. L’incendio è scoppiato intorno alle 23. Le lingue di fuoco sono arrivate fino al terzo piano. La puzza di bruciato è penetrata nelle case provocando un odore nauseante.
Dallo stesso palazzo sono volate tegole e schegge di vetro planate sul balcone della casa davanti. Ad un altro residente altri oggetti lanciati hanno sfondato il tetto di casa. Nessun ferito, ma la paura di essere centrati dai laterizi è tanta. I residenti, in preda al terrore e stanchi di questa situazione che «dura da un decennio», hanno chiamato i vigili del fuoco che verso mezzanotte sono riusciti a domare il rogo. E hanno allertato i carabinieri.
I militari della compagnia di Pescara ieri pomeriggio hanno compiuto una ispezione nel palazzone dove vivono italiani e stranieri. Il racconto dell’ennesima giornata d’inferno nello stabile di via Lazio arriva dal vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari che nelle settimane scorse, durante un altro sopralluogo, era stato attaccato da due pitbull sguinzagliati da qualcuno nei paraggi. Ieri pomeriggio Pettinari è tornato sul posto e ha trovato una situazione peggiore della precedente. «E' vergognoso quello che accade nella palazzina di via Lazio, questo posto è anche peggio di Rancitelli e via Rigopiano», attacca il pentastellato, «la gente qui vive tra i rifiuti, ci sono cumuli ovunque. Piccole e grandi discariche che si formano sulla strada, o intorno allo stabile che casca a pezzi, perché chi vive qui, l'immondizia, dalle bottiglie agli armadi, la tiene sui pianerottoli o la getta dalle finestre. Giovedì sera è scoppiato un rogo, qualcuno ha dato fuoco alla montagna di rifiuti, le fiamme hanno lambito i palazzi vicini. I residenti si sono spaventati tantissimo e hanno allertato le forze dell’ordine. Nella spazzatura ci si infilano ratti giganti, aumentando la pericolosità della situazione igienico sanitaria della zona già gravate dalle fogne a cielo aperto che esplodono sulla superficie stradale allagata». «La gente è esasperata», prosegue il consigliere regionale del M5Stelle, «ha più volte denunciato questo degrado al Comune e chiedono l’aiuto delle forze dell’ordine per controllare spaccio e vessazioni. Come se non bastasse, dalla palazzina sono volate tegole e pezzi di vetro planati sul balcone di un vicino. Nessuno si è ferito ma gli abitanti della casa sono rimasti paralizzati dalla paura di venire colpiti. Non si capisce la ragione di questo folle gesto».
Pettinari ieri pomeriggio è entrato nello stabile, accompagnato dai due carabinieri e da alcuni cittadini, e ha proseguito il sopralluogo salendo a piedi uno a uno gli scalini dei sette piani che sfociano su un enorme terrazzo dalle balaustre squarciate: «Se qui sopra si avventura un bambino rischia di cadere nel vuoto», si allarma Pettinari, «le finestre che scorrono lungo le rampe di scale non hanno i vetri, le pareti dell’edificio sono sbriciolate, in alcuni tratti sfondate. Porte e finestre sono murate, sul terrazzo ci sono stanzini con le porticine divelte che potrebbero essere usate come nascondigli di droga», ipotizza il consigliere che chiede l’intervento dei Comuni.