Incendiò la casa dell’ex, patteggia

4 Febbraio 2016

Il rogo distrusse l’appartamento. Salvi per miracolo la donna, il figlio e una nipote

PESCARA. Non riusciva a darsi pace e a rassegnarsi alla fine della storia d’amore con l’ex compagna e, dopo averle reso la vita impossibile, pedinandola e minacciandola, appiccò il fuoco all’appartamento della donna, che riuscì a salvarsi per miracolo. È l’ennesima storia di stalking ai danni di una donna che si rifiuta di portare avanti una relazione giunta ormai al capolinea e che sarebbe potuta sfociare in una terribile tragedia. Protagonista un uomo di 76 anni, residente nel Pescarese. Due giorni fa l’anziano è comparso davanti al gup Gianluca Sarandrea con le accuse di stalking, incendio doloso e lesioni. Il 76enne, assistito dall’avvocato Giuliano Milia, ha chiesto di patteggiare e l’accusa, rappresentata dal pm Anna Rita Mantini, e la difesa si sono accordati per la pena di un anno, 5 mesi e 10 giorni di reclusione.

Ora toccherà al gup decidere se accogliere o meno la richiesta. Se ne riparlerà in occasione della prossima udienza fissata per il 19 aprile. Intanto le parti avranno il tempo per trovare un accordo in ordine agli aspetti risarcitori.

Gli episodi risalgono a due anni fa. L’uomo, non riuscendo ad accettare la fine del rapporto, iniziò a pedinare quotidianamente la sua ex, una donna di 57anni, arrivando anche a minacciarla di morte e di fargliela pagare nel caso in cui l’avesse lasciato. Secondo quanto ricostruito, l’uomo si appostava sotto casa della vittima fino a tarda ora, la seguiva ovunque, l’attendeva nei pressi del luogo di lavoro, l’offendeva, le faceva scenate di gelosia anche nei centri commerciali, la tempestava di telefonate a qualsiasi ora della giornata. Una escalation di atteggiamenti persecutori che costrinse la donna a cambiare le sue abitudini di vita e che il primo aprile del 2014 raggiunse l’apice: il 76enne si introdusse di notte nell'abitazione della vittima, a Pescara, e appiccò il fuoco. Le fiamme distrussero l’appartamento e la 57enne, che dormiva in casa insieme al figlio e alla nipote che era in città di passaggio, riuscì a salvarsi per miracolo insieme agli altri due, riportando ustioni lievi alla gamba e al piede destro.

Un episodio che sarebbe potuto costare caro non solo ai tre, ma anche agli altri condomini. Le indagini della Mobile, guidata da Pierfrancesco Muriana, hanno poi permesso di risalire all’autore del rogo e di mettere la parola fine agli incubi della donna. (m.v.)

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