Incentivi fino a 50 milioni di euro alle imprese che diventano green

3 Agosto 2024

Partono le nuove maxi agevolazioni fiscali per incoraggiare i progetti di innovazione energetica La misura può coprire il 45 per cento dei costi ammissibili per impianti che abbattono i consumi

L'AQUILA . Incentivi per le imprese che realizzano progetti di innovazione energetica. È quanto prevede il decreto Transizione 5.0, che introduce una serie di agevolazioni finalizzate a incoraggiare l’innovazione e la sostenibilità green. Il testo integrale del decreto attuativo, pubblicato lo scorso 26 luglio, punta a supportare progetti di investimento in beni strumentali materiali e immateriali per innovare i processi produttivi delle aziende e ridurre i consumi energetici, oltre che promuovere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Il tetto di spesa è fissato a 6,3 miliardi di euro, con una percentuale di agevolazione fino al 45% dei costi ammissibili, che possono arrivare fino a 50 milioni di euro per ogni singolo beneficiario. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione e può essere usufruito entro il 31 dicembre 2025 o, per la parte non utilizzata, in cinque quote annuali di pari importo.
REQUISITI PER L'AMMISSIONE.
Possono accedere all'agevolazione tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, settore, dimensione o regime fiscale. Sono richieste specifiche comunicazioni preventive e intermedie sul progetto, oltre ad una certificazione precedente e successiva all'intervento riguardante i consumi energetici e i risparmi ottenuti.
Tutta la modulistica sarà resa disponibile sul sito del Gse (Gestore dei servizi energetici) al momento della pubblicazione delle linee guida operative, con relativa comunicazione della data di apertura del portale per la prenotazione del credito d’imposta. Sono escluse dal beneficio le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale o soggette ad altre procedure concorsuali. Ulteriori esclusioni riguardano le imprese destinatarie di sanzioni interdittive o quelle che non rispettano le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro o gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali.
I SETTORI COINVOLTI.
Il decreto Transizione 5.0 abbraccia vari settori, con particolare attenzione alle industrie energivore.
Non sono però ammissibili i progetti di investimento per attività connesse all’uso di combustibili fossili, ad attività nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissioni europeo che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai parametri di riferimento, attività connesse alle discariche di rifiuti e agli inceneritori e impianti di trattamento meccanico biologico e le attività connesse a processi produttivi che generano un’elevata dose di sostanza inquinanti.
Il soggetto gestore dell’agevolazione è il Gse, che attiverà un’apposita piattaforma per la gestione di tutte le fasi della procedura necessaria per la richiesta e conferma del credito d’imposta fruibile dal singolo beneficiario.
La procedura prevede una comunicazione preventiva per la prenotazione dei fondi: sarà necessario trasmettere le informazioni sul progetto e la certificazione dei consumi energetici attuali nonché della riduzione prevista con gli investimenti oggetto del progetto di innovazione. Va, poi, prodotta un'attestazione dell’avvio del progetto con relativi ordini di acquisto e del pagamento di un acconto pari almeno al 20% dei beni ordinati. Infine, al completamento degli investimenti e comunque non oltre il 28 febbraio 2026, il beneficiario dovrà inviare la documentazione finale che include l’attestazione del rispetto degli obblighi previsti dal Pnrr, la certificazione dei risparmi energetici ottenuti e la certificazione contabile che attesta la realizzazione degli investimenti previsti.
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