Incerte le cause: ipotesi frana ma la Forestale la esclude

7 Marzo 2015

PINETO. La prima ricostruzione, che passa attraverso le voci di vigili del fuoco e carabinieri (quest’ultimi coordinati dal capitano Domenico Calore della compagnia di Giulianova), parla di uno...

PINETO. La prima ricostruzione, che passa attraverso le voci di vigili del fuoco e carabinieri (quest’ultimi coordinati dal capitano Domenico Calore della compagnia di Giulianova), parla di uno smottamento del terreno che avrebbe provocato la rottura della conduttura facendo fuoriuscire il gas: l’innesco forse sarebbe stato causato da alcuni fili di un traliccio dell’alta tensione. Ma anche questa è solo una ipotesi visto che i fili potrebbero essere stati danneggiati anch’essi dall’esplosione. In una nota l’Enel sostiene: «Si precisa che, in base alle verifiche finora effettuate, si esclude nel modo più assoluto che l’esplosione del metanodotto di Mutignano possa essere stata causata dal crollo di un traliccio di Enel».

La Snam Rete Gas parla «di scarsa stabilità del suolo, unita a fenomeni di antropizzazione tipici delle aree in prossimità delle coste e al forte maltempo di questi giorni».Di diverso avviso è il Corpo Forestale dello Stato che in una nota del comando regionale nega la frana. Il comandante provinciale Gualberto Mancini, infatti, un comunicato esclude la possibilità che sia stata una frana ad originare la rottura del metanodotto e quindi l’esplosione. «Dal sopralluogo di esperti della Forestale sul luogo dell’esplosione», scrive, «non sono stati rinvenuti elementi inequivocabili che attestino, come causa dell’esplosione, il verificarsi di un movimento franoso: probabilmente sono altre le cause che hanno prodotto l’evento».

(d.p.)

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