Inchiesta, Di Pietrantonio rinuncia al ricorso

4 Agosto 2020

Grandi eventi, niente Riesame per l’ex segretario cittadino del Pd che era già tornato in libertà

PESCARA. Alla vigilia dell'ultima discussione davanti ai giudici del riesame che ieri avrebbero dovuto decidere sulla revoca della misura cautelare per l'ultimo dei 5 protagonisti dell'inchiesta "Grandi Eventi", l'ex segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio, il legale di quest'ultimo, l'avvocato Anthony Aliano, decide di rinunciare al ricorso. «Ho piena fiducia», ha detto il legale dopo essersi consultato con il proprio assistito in relazione a questa delicata decisione, «nel pm Luca Sciarretta e del gip Elio Bongrazio dei quali ho apprezzato l'operato: confido nel lavoro che sapranno svolgere». Per un difetto di notifica, il ricorso di Di Pietrantonio era slittato a ieri mentre gli altri 4 coindagati, Giacomo Cuzzi, Simona Di Carlo, Andrea Cipolla e Cristian Summa, avevano discusso il 30 luglio quando in serata era arrivata anche la decisione dei giudici aquilani del riesame: tutti in libertà con misure cautelari molto affievolite. Per l'ex assessore al turismo Cuzzi, obbligo di non dimorare ed entrare a Pescara senza l'autorizzazione del giudice; Summa e Cipolla interdetti per un anno dal contrattare e organizzare eventi con la pubblica amministrazione, anche gratuitamente; per l'ex assessore Di Carlo conferma di quanto aveva già deciso il gip di Pescara e cioè sospensione di un anno dal lavoro alla Asl, posto che occupa a seguito di un concorso ritagliato fatto ad hoc per lei, come sostiene l'accusa, dal suo collega di partito, nonché dirigente Asl, Di Pietrantonio. Ed ecco la decisione di quest'ultimo di rinunciare al riesame che, visto anche il precedente della Di Carlo, poteva concludersi con una conferma anche per lui di quanto aveva già stabilito il gip, e cioè la sospensione di un anno dal lavoro. Una scelta, quella di Di Pietrantonio e del suo legale Aliano, che ha un senso logico e che potrebbe soltanto rivelarsi utile per l'immediato futuro. Nel senso che è vero che i giudici aquilani hanno revocato i domiciliari a tutti, ma è anche vero che, applicando una misura meno afflittiva a tutti, hanno di fatto confermato la validità del teorema accusatorio della procura pescarese. E cioè il fatto che i politici avrebbero favorito gli imprenditori dello spettacolo concedendo loro affidamenti diretti di una lunga serie di eventi e concerti dal 2014 al 2019, periodo in cui Cuzzi e Di Carlo sono stati assessori della giunta di centrosinistra. Adesso la cosa più interessante sarà conoscere le motivazioni che, fra poco più di un mese, verranno depositate dai giudici e che spiegheranno il perché del mantenimento di una pur minima misura cautelare per tutti.
Maurizio Cirillo