Inchiesta grandi eventi L’ex sindaco: «Dirigenti a garanzia delle regole»

11 Ottobre 2022

Alessandrini era tra i testi dell’accusa presenti ieri mattina in aula Ma per indisposizione di un legale, tutto rinviato al 21 novembre

PESCARA. L’indisponibilità per stato febbrile di uno degli avvocati della difesa fa saltare l’udienza del processo “grandi eventi”. Un processo a carico di ex assessori, dirigenti della Asl e imprenditori dello spettacolo, imputati per una serie di appalti del Comune di Pescara che secondo l’accusa sarebbero stati pilotati, in particolare dall’ex assessore al ramo Giacomo Cuzzi, in favore di due imprenditori, Andrea Cipolla e Cristian Summa (tra il 2014 e il 2019). Ieri doveva essere una udienza con diversi testi eccellenti, primi fra tutti l’attuale sindaco Carlo Masci e il suo predecessore Marco Alessandrini. I primi due testi convocati per ieri dal pm Luca Sciarretta erano appunto Alessandrini e il consulente dell’accusa, Rinaldo Cherconi, che peraltro viene da Firenze. Ma la notizia dell’indisposizione del legale Antonino Ciafardini, che difende la società Share City Srl, di cui era amministratore Summa, ha costretto il collegio a ritirarsi per decidere sul rinvio o meno. L’accusa si era detta contraria al rinvio, in quanto i testi citati non avrebbero interessato la posizione di quella società assistita dal legale indisposto, ma il collegio difensivo è insorto in quanto, soprattutto il consulente dell'accusa, avrebbe dovuto riferire su tutta la questione tecnica e, soprattutto, perché nessuno può decidere se un teste può essere più o meno utile per una parte: se il legittimo impedimento esiste, l’udienza va rinviata. E in questo senso si è espresso anche il tribunale, dopo aver scartato l’ipotesi di stralcio della posizione della società coinvolta (che avrebbe comportato una sorta di duplicazione del processo). Così, rinvio al 21 novembre, data già fissata dal cronoprogramma delle udienze e con altri testimoni già citati. Per cui si è convenuto che il 21 novembre verranno ascoltati quei testi, mentre quelli citati per ieri verranno sentiti all’udienza del 5 dicembre.
L’ex sindaco Alessandrini, il primo citato per l’udienza di ieri (il sindaco Masci sarebbe arrivato più tardi dopo la cerimonia della festa del Santo Patrono in Comune), era giunto puntuale in aula, così come erano presenti due degli imputati, Cuzzi e l’ex assessora Simona Di Carlo. Alessandrini (che è anche teste della difesa) avrebbe dovuto riferire sui rapporti tra Di Carlo e Cuzzi e tra quest'ultimo e gli imprenditori, oltre a spiegare le modalità di funzionamento e assunzione delle delibere di giunta.
«Argomenti», ha detto l’ex primo cittadino all’uscita dall’aula, «sui quali sono già stato sentito a verbale durante l’inchiesta, quando ho riferito che una macchina complessa come quella del Comune implica che il sindaco non può leggere ogni riga di ogni singola delibera che viene proposta, ma ha a disposizione dei collaboratori che sono gli assessori e soprattutto una tecnostruttura con dirigenti che garantiscono la regolarità formale e contabile di ogni delibera». Una dichiarazione che in sostanza ripercorre la strategia difensiva che ha sempre sottolineato il ruolo fondamentale dei dirigenti in questa vicenda giudiziaria, che però non sono stati toccati dall'inchiesta. Coinvolti nel processo anche Moreno Di Pietrantonio (esponente politico e dirigente Asl), gli imprenditori Gianfranco Berardinelli e Alessandro Michetti, e la funzionaria Asl, Leila Colucci. Le accuse, a vario titolo, sono corruzione, finanziamento illecito dei partiti, turbata libertà nella scelta del contraente e turbata libertà degli incanti.