Inchiesta partita per un appalto della Asl
Tangenti tramite Trotta: hanno patteggiato i responsabili della cooperativa La Rondine di Lanciano
PESCARA. Il 7 aprile dello scorso anno, intorno alle 16, lo psichiatra e dirigente Asl di Pescara, faceva il suo ingresso nel carcere di Vasto. La procura di Pescara con l'arresto di Sabatino Trotta e dell'allora presidente della Coop La Rondine, Domenico Mattucci e della coordinatrice della stessa cooperativa, Luigia Dolce, aveva sollevato il velo su un appalto pilotato da oltre 11 milioni di euro per la gestione delle residenze psichiatriche extra ospedaliere, che la Asl pescarese, grazie al ruolo fondamentale del dirigente Trotta, aveva fatto assegnare appunto a La Rondine. Una inchiesta che naturalmente subì un evidente ridimensionamento con il suicidio di Trotta: inchiesta che perse sin dall'inizio una pedina fondamentale per allargare l'indagine anche oltre. Ma nonostante le effettive difficoltà, i magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta sono riusciti a portare a termine l'inchiesta con le ampie e totali confessioni rese da Mattucci e Dolce che, proprio per questo loro comportamento collaborativo, sono riusciti a patteggiare la pena di due anni di reclusione ciascuno, con la sospensione della pena e la non menzione.
L'ufficialità è arrivata qualche giorno fa, il 3 febbraio scorso, quando i due hanno formalizzato il tutto davanti al gup di Pescara. Con le loro dettagliate confessioni, rilasciate ai magistrati quando ancora non era stata resa nota l'informativa finale della guardia di finanza, i due raccontarono tutto su quell'appalto (circostanze che comunque la procura conosceva grazie anche al trojan che era stato installato nel cellulare di Trotta): dai soldi dati a Trotta (50mila euro in contanti) ai preziosi regali consegnati allo stesso dirigente, ma anche i soldi che, tramite Trotta, sarebbero finiti nelle tasche del direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi. E adesso, proprio in questi giorni, è attesa la decisione anche sulla richiesta di rinvio a giudizio per il numero uno della Asl pescarese che potrebbe rischiare il processo insieme alla Coop La Rondine che figura insieme a lui nell'avviso di conclusione delle indagini, coinvolta come persona giuridica. Ciamponi avrebbe infatti «sottoscritto, in data 2 marzo 2021, il contratto di appalto con l'aggiudicataria SGS, nonostante» si legge nel capo di imputazione, «nelle more della definizione della procedura di gara, il presidente del Cda del Consorzio SGS, e il suo vice, fossero stati attinti da rinvio a giudizio per turbativa d'asta», nell'ambito di un altro procedimento, «circostanza che, costituendo grave illecito professionale e non essendo peraltro stato comunicato alla Asl di Pescara, avrebbe potuto indurre l'ente appaltante ad escludere il Consorzio e ad aggiudicare la gara alla società seconda classificata». (m.cir.)
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