Inchiesta sanità, in aula le difese dei politici

Chiesto il non luogo a procedere per Sospiri, presidente del consiglio regionale, e Bocchino (Lega)
PESCARA. È attesa per il 13 novembre la decisione del giudice per l’udienza preliminare, Fabrizio Cingolani, sui primi due filoni di inchiesta sulle attività dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli (scomparso la scorsa settimana): su una serie di appalti che il pm Andrea Di Giovanni ritiene siano stati pilotati dall’imprenditore per agevolare alcune società con le quali il principale imputato di questa complessa inchiesta aveva rapporti di agenzia. Ieri, seconda consecutiva giornata di discussione, hanno parlato le difese di quasi tutti gli imputati (sono 19, oltre a sei società come persone giuridiche): quelli per i quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. A questi si aggiungono 5 posizioni di imputati per i quali la richiesta di patteggiamento è stata depositata e concordata con la procura.
I due nomi di spicco di ieri erano i due politici coinvolti: l'attuale presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l'ex consigliera regionale, oggi vice segretaria della Lega Abruzzo, Sabrina Bocchino. Per quest'ultima, i legali hanno chiesto il non luogo a procedere (stessa conclusione avanzata da tutto il collegio difensivo per tutti gli imputati coinvolti). «La posizione della Bocchino», ha detto l’avvocato Pierpaolo Andreoli che assiste l’esponente politico unitamente al collega Ugo Milia, « è assolutamente marginale rispetto alla complessità della vicenda che ha determinato centinaia di intercettazioni ambientali e telefoniche. L’allora consigliera regionale era legata da un rapporto di lunga amicizia con Marinelli e, a nostro avviso, parecchie delle situazioni che le vengono contestate sono state non solo fraintese, ma erroneamente interpretate a suo sfavore. Siamo convinti di riuscire a dimostrare l’estraneità della Bocchino».
Sulla stessa posizione i difensori di Sospiri (Ernesto Torino Rodriguez e Ugo Milia) che hanno spiegato nel dettaglio al giudice il motivo della richiesta di non luogo a procedere per il loro assistito. «Le contestazioni mosse al presidente Sospiri in effetti non sussistono», spiega l'avvocato Torino Rodriguez, «mi sento di poter affermare, dopo aver attentamente esaminato la documentazione agli atti, che Sospiri sia estraneo ad ogni condotta illecita che gli viene contestata».
A suo carico ci sono due episodi di corruzione e altrettanti di turbativa d’asta in relazione a procedimenti di aggiudicazione di forniture e servizi per la Asl di Pescara (costituitasi parte civile); oltre al tentativo che avrebbe compiuto per ottenere la sostituzione dell’allora direttore delle piscine Le Naiadi. «Bisogna capire», ha sottolineato il difensore, «se il confrontarsi con persone note e influenti, come nel 2019 era Marinelli, peraltro premiato con il Ciattè d'oro quale cittadino illustre di questa città, sia diventata una colpa per un politico che riceve continue richieste di incontri, anche con imprenditori oltre che con semplici cittadini: allora a quel punto valuterà il giudice». Hanno chiuso gli interventi difensivi i legali dell'avvocato Tommaso Marchese che pure hanno chiesto per il loro assistito il non luogo a procedere. All’appello manca la discussione dell'avvocato Sergio Della Rocca che assiste tre delle nove società coinvolte come persone giuridiche. Lo farà il 13 novembre, giorno della decisione, dopo aver ascoltato la pubblica accusa sulla questione legata all’eredità lasciata da Marinelli e alle eventuali responsabilità degli amministratori delle tre società: non è escluso che il legale chieda anche lui il patteggiamento.
Gli imputati che in questi due filoni hanno già chiesto il patteggiamento sono Graziano Canonico, autista di Marinelli; Pasquale Sentenza, contabile di Marinelli; e poi Roberto Del Castello, Anna Maria Sismondo e Alessandro Salvati. Nel primo filone, nelle mani del gup Giovanni de Rensis prima della sua ricusazione, avevano definito le loro posizioni con i patteggiamenti Tiziana Petrella, dirigente Asl; l'imprenditore Fabio Tonelli; Romina Jacoponi e Maurizio Di Giovanni.
Le accuse a vario titolo contestate, sono principalmente corruzione, turbativa d’asta ed evasione fiscale. (m.cir.)

