Inchiesta sugli appalti Asl pilotati Marsilio dai pm come testimone

12 Aprile 2021

Dal captatore informatico sul telefonino di Trotta le sue conversazioni con politici e vertici della Asl E il presidente della giunta regionale, chiamato in causa dalle carte, oggi sarà sentito dai magistrati

PESCARA. La confessione di Luigia Dolce, la coordinatrice de “La Rondine”, la Coop che, grazie ai favori del dirigente di salute mentale Sabatino Trotta riesce ad aggiudicarsi la gara da 11 milioni di euro per la gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, rappresenta un passaggio fondamentale per il proseguo dell’inchiesta che stanno conducendo i pm Anna Benigni e Luca Sciarretta. Il suicidio in carcere di Trotta, qualche ora dopo l’arresto, ha creato un grosso problema, ma gli elementi fin qui raccolti dalla magistratura pescarese potrebbero permettere comunque di alzare l’asticella dell’inchiesta.
NUOVO LIVELLO Passare, per così dire, alla fase due, al livello politico-dirigenziale. E la riprova arriva dal fatto che per oggi pomeriggio in Procura i magistrati hanno convocato il presidente della giunta regionale Marco Marsilio, che dovrà essere ascoltato in qualità di testimone: così come è stato per il capo dipartimento Claudio D’Amario sentito lo stesso giorno degli arresti. Si tratta probabilmente di chiarire alcuni aspetti dell’inchiesta e magari i rapporti politici con Trotta che era del suo stesso partito, Fratelli d’Italia, anche alla luce delle ambizioni politiche che da qualche tempo erano diventate piuttosto importanti per il dirigente medico. Ma soprattutto, si tratta di fare forse chiarezza su qualche chiamata in causa del governatore nelle carte dell’inchiesta: non diretta, ma che comunque necessita evidentemente di risposte precise per sgombrare il campo da eventuali equivoci investigativi.
ALTRE DUE GARE Il piano politico-dirigenziale sembra comunque essere un passaggio importante, collegato alle iniziative che Trotta e Domenico Mattucci (il terzo finito in carcere), numero uno de “La Rondine”, stavano studiando per “pilotare” e far arrivare in porto altre lucrose iniziative. In più parti della misura cautelare firmata dal gip Nicola Colantonio, si parla in particolare di altre due gare pubbliche: una a Lanciano e una a Viterbo. Ma si parla anche della Telemedicina e dei fondi da far arrivare alla “Airri Abruzzo” (di cui Mattucci è presidente) per la gestione della residenza per anziani “San Giorgio”. In relazione alla decisione presa, di mettere Dolce ai domiciliari dopo l’ampia confessione, il gip sottolinea che le esigenze cautelari ancora permangono per le indagini in corso, e fa espresso riferimento «alla vicenda relativa alle richieste di budget alla Regione Abruzzo proprio per la “Airri Abruzzo”».
IL CELLULARE DI TROTTA Non va poi dimenticato che la procura da mesi aveva chiesto e ottenuto l’autorizzazione al giudice per controllare il cellulare di Trotta con il famoso trojan, il captatore informatico che attraverso il telefonino mette a nudo tutto tutte le attività del possessore: dunque, qualsiasi attività fatta da Trotta, comprese le registrazioni degli incontri che Trotta fece con i vertici della Asl di Pescara e con alcuni esponenti politici.
CENE E INCONTRI Si parla di cene a casa del direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi e di incontri con il portavoce del governatore Marco Marsilio, Sigismondo Etelwardo. Numerose intercettazioni che non compaiono, o soltanto in minima parte, nella misura cautelare che ha portato agli arresti di Trotta, Mattucci e Dolce. Ma sulle quali i magistrati non hanno mai smesso di indagare con l’ausilio degli uomini della guardia di finanza del colonnello Luca Lauro. Tutto ciò che venne detto in quelle conversazioni, in quelle cene, sono ormai patrimonio delle carte della procura. Ed ecco che è presumibile che il livello dell’inchiesta possa inevitabilmente salire.
LE INTERCETTAZIONI Il 4 marzo scorso, all’indomani dell’aggiudicazione della gara, è la stessa Dolce, parlando al telefono con una interlocutrice, a riferire che il direttore generale Ciamponi le «aveva riferito chiaramente, alla presenza di Mattucci», come scrive il gip, «di aver sottoscritto il contratto di appalto in favore del Consorzio SGS, senza escludere il detto ente dalla gara (come in effetti era intenzionato a fare), solo in quanto Trotta aveva fatto le sue pressioni per indurlo a riflettere: «Mi avete fatto passare i guai, se era per me avevo già chiuso tutto e sarei passato oltre, poi meno male che c’è stato Trotta che mi è stato dietro, mi ha fatto ragionare, abbiamo visto le cose... se non era per lui guardate avrei proprio chiuso tutto». E in relazione alla “Airri” c'è un altro passaggio tra Trotta e Mattucci, quando il primo dice: «questo è il totale...almeno 7 punti... qua 10 punti»; Mattucci: «io per adesso ti ringrazierò, poi per il resto»; Trotta: «...questo si deve fare una cosa scientifica ad altissimo livello perché questo è il preludio, questo è mo un investimento per San Giorgio»; Mattucci: «non ti preoccupà mo ci attiveremo subito»; Trotta: «perché a Chieti, lì c'ho un impegno! Non ci vuole 200 euro... noi dobbiamo pure stare attenti, perché io devo sapere dove posso arrivare! Di là devo gratificare quell'aspetto lì». E considerando che ciò che è finora uscito è soltanto una minima parte di quanto hanno in mano i magistrati, ecco che è lecito pensare ad una seconda fase ancora più delicata.
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