Inchiesta sulle Residenze sanitarie
Il pm affida al Nas le indagini sulle strutture di Montesilvano e dei Colli di Pescara
MONTESILVANO. La procura della Repubblica apre ufficialmente un fascicolo sulla situazione delle Rsa della provincia di Pescara, in relazione al contagio da Covid-19. Al momento si tratta di un’indagine conoscitiva e dunque non ci sono indagati. Le Rsa su cui stanno lavorando i carabinieri del Nas guidati dal comandante Domenico Candelli, al momento sono due: la Santa Maria Ausiliatrice di Montesilvano, e l'Istituto Sorelle della Misericordia di Verona, casa di riposo che si trova nella zona Colli di Pescara. Venerdì scorso i militari sono tornati di nuovo nella struttura di Montesilvano dove una cinquantina di pazienti sono risultati positivi al coronavirus, oltre a una decina di operatori che quotidianamente si occupano dell'assistenza ai pazienti, la maggior parte dei quali di età avanzata e dunque soggetti maggiormente a rischio contagio. Gli investigatori, che dopo un primo lavoro fatto di iniziativa a seguito dell'accesso nella struttura eseguito dagli specialisti del Dipartimento di prevenzione della Asl, sono stati ora incaricati di specifici accertamenti dalla procura, con tanto di delega e stanno dunque compiendo una vera e propria indagine epidemiologica. Dopo i primi tamponi e i primi decessi, si cerca di ricostruire come si sia sviluppato il contagio. Lavoro non semplice, che prevede innanzitutto la verifica dell'adozione, da parte della struttura, del protocollo Covid per accertare se sia stato rispettato sotto tutti gli aspetti. Dopo una prima visita, i Nas sono tornati di nuovo alla Santa Maria Ausiliatrice anche per eseguire un ulteriore controllo e aggiornare la situazione riguardo la catena di contagi. Dei pazienti trovati positivi al Covid, circa la metà è finita ricoverata in ospedale. Insomma, la procura vuole capire come sia avvenuto il contagio e soprattutto se tutte le misure di prevenzione siano state adottate immediatamente dopo lo stato di emergenza dichiarato dal Governo. Se tutti gli operatori sanitari, alcuni dei quali come si diceva sono stati anche loro contagiati, siano stati dotati da subito dei dispositivi di protezione e abbiano adottato, a loro volta, le misure idonee a isolare i pazienti, evitando magari il contatto con persone esterne, familiari o amici. Al momento, non ci sono indagati anche perché è da questo minuzioso lavoro dei Nas che la procura potrà individuare eventualmente un’ipotesi di reato che, nel caso più grave, potrebbe configurare quello di epidemia colposa. Ma prima di tutto è necessario eseguire tutti gli accertamenti del caso, anche in base alle testimonianze raccolte dai carabinieri, di pazienti e operatori sanitari, e alle cartelle cliniche degli stessi pazienti acquisite in struttura e a quelle prelevate in ospedale, dove alcuni degli ospiti sono finiti ricoverati. All'indomani della prima notizia di contagio alla Rsa dei Colli di Pescara, dove erano risultati contagiati una dozzina di ospiti oltre a due operatori sanitari e nove suore, il consigliere regionale Antonio Blasioli aveva sollecitato anche l'intervento del Governatore Marco Marsilio per verificare la situazione in tutte le strutture della Regione. Adesso, l'inchiesta della magistratura è ufficiale e gli investigatori del Nas stanno acquisendo tutto il materiale possibile da sottoporre al magistrato per verificare la sussistenza del reato.
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