Incidente aereo, oggi il rientro delle salme

Cerimonia laica per Di Giacomo, venerdì allo stadio angolano. Niente funerale per Sciannimanico
CITTÀ SANT’ANGELO. È atteso per oggi pomeriggio il rientro delle salme di Claudio Di Giacomo, 58 anni, e di Massimo Sciannimanico, 63, l’imprenditore angolano e il veterinario residente a Loreto morti nell’incidente aereo dello scorso 22 agosto a Terni. Un ritorno a casa che la famiglia di Di Giacomo intende celebrare con una cerimonia laica allo stadio di Città Sant’Angelo venerdì 6 settembre alle 18,30, mentre non ci sarà funerale per Sciannimanico.
«È stato presidente dell’Angolana, vice presidente del Pescara, Claudio amava il calcio», dice la moglie Simona Vigilante, «e per questo noi tutti l’accoglieremo lì, allo stadio».
Un pomeriggio in sua memoria, con le sue amate canzoni dei Pooh, un maxi schermo per le foto dell’imprenditore, la banda, le letture i pensieri di quanti gli hanno voluto bene. «Abbiamo ricevuto attestati da ogni parte d’Italia», va avanti la moglie, «Claudio era un vulcano di idee. Nonostante le tante vicissitudini, ogni volta si è rialzato ed è partito più forte di prima. Ma adesso che non c’è più sarà la mia ragione di vita portare avanti e realizzare tutti i progetti che aveva avviato, non ultimo quello del terzo brevetto nel settore degli impianti per il trattamento dei rifiuti, di cui si occupa la nostra società “Nuovo”. E poi l’azienda agricola, quella con cui portava avanti la passione di famiglia per la campagna, “Fattoria Gaglierano”, che produce vino biologico. Ecco, noi e i figli andremo avanti come voleva lui, non lasceremo cadere nessuno dei suoi progetti». Vice presidente del Pescara, presidente dell’Angolana, titolare di due società, Di Giacomo il 22 agosto era partito alle 9 del mattino per un giro con l’amico con cui aveva preso il brevetto di volo, Sciannimanico, titolare della clinica veterinaria in zona Tiburtina, a Pescara. «Hanno fatto tappa prima all’Aquila e poi a Terni», racconta la moglie. «Alle 12,12 l’ho sentito, mi ha detto che per le due sarebbe stato a casa, invece intorno alle 13 c’è stato l’incidente, appena decollati». Una tragedia che ha colpito la famiglia, lo staff delle sue società, il mondo imprenditoriale e sportivo che venerdì si raccoglierà allo stadio angolano. «Aveva preso anche una nuova società di calcio, di Montesilvano, seconda categoria, l’asd Rapid, di cui io sono il presidente», confida la moglie, «porterò avanti anche questo. Tutto ciò che ha fatto Claudio sarà la mia ragione di vita, perché Claudio se lo merita e perché sono sicura che lui mi darà la forza». (s.d.l.)

