Incidenti con le bici, troppa indisciplina

12 Settembre 2018

In sella senza regole: è emergenza dopo lo scontro con un’auto costato la vita a un ciclista ghanese di vent’anni

PESCARA. Filippo Catania, presidente dell’associazione Fiab Pescarabici, considera prioritarie le misure di “sicurezza attiva” ossia quelle misure tecniche di prevenzione volte a ridurre l’incidentalità, ma associate al rafforzamento di campagne di educazione stradale.
Presidente Catania, quali accorgimenti può adottare il ciclista per muoversi in bici in totale sicurezza?
«Il rispetto del codice della strada è assolutamente necessario, anche se in alcuni punti la normativa è approssimativa per le biciclette. È decisamente consigliabile l’uso del casco quando si va in bicicletta, anche se non è obbligatorio. Il codice della strada stabilisce regole come l’utilizzo di luce posteriore rossa e luce anteriore bianca, oltre ai catarifrangenti e al giubbino che si dovrebbe indossare dal tramonto all’alba su alcuni tratti stradali. Quest’ultimo è molto utile, ma mi rendo conto che mentre io lo utilizzo spesso anche di giorno, al contrario sono in pochi a portarlo da dopo il tramonto, come prevede la legge».
È importante la manutenzione dei mezzi?
«Sicuramente ci sono degli accorgimenti periodici da prendere: non bisogna mai andare in giro con le ruote sgonfie, perché possono far sbandare e poi bisogna controllarne costantemente la pressione e i cerchioni, oltre naturalmente al corretto funzionamento dei freni».
Esistono i comportamenti scorretti da parte dei ciclisti?
«Chiariamo un punto: statisticamente l’incidentalità non è determinata dall’uso della bicicletta, piuttosto sono le automobili e la troppa velocità a causare gli incidenti. Tra le abitudini corrette da rispettare sia da parte degli automobilisti sia da parte dei ciclisti è di evitare di parlare al cellulare o di utilizzare lo smartphone mentre si è in bici. Questa è una regola che vale per tutti».
Come si possono prevenire le cattive abitudini?
«Bisogna promuovere la cultura e l’uso consapevole della bicicletta. Come Fiab Pescarabici abbiamo recentemente ottenuto un tavolo permanente con il Comune, l’assessorato alla Mobilità e la polizia municipale. Abbiamo chiesto maggiori controlli e l’avvio di una campagna di comunicazione che induce a utilizzare il 50 per cento degli introiti delle multe per l’educazione stradale. Si può fare molto, ma serve la volontà politica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA