Incontro all’Aurum su Nicola D’Antino da Caramanico
Le sue opere monumentali più importanti sono all’Aquila (la fontana luminosa e la fontana gemella) e a Roma, al Foro Olimpico, con due sculture. Ma lo scultore Nicola D’Antino era nato a Caramanico....
Le sue opere monumentali più importanti sono all’Aquila (la fontana luminosa e la fontana gemella) e a Roma, al Foro Olimpico, con due sculture. Ma lo scultore Nicola D’Antino era nato a Caramanico. Sicuramente, un piccolo centro non può sostenere un proprio figlio, quando diventa un grande protagonista. Ma il Comune in questi ultimi anni, grazie all’attivismo del suo sindaco, Simone Angelucci, ha provveduto a varie iniziative di concreta valorizzazione, come la trasformazione dell’abitazione in cui nacque l’artista in “Casa d’Arte Nicola D’Antino” dove questa estate si sono svolte mostre ed eventi di vario genere. Rimane l’idea di organizzare una grande mostra antologica, sollecitata anche da Vittorio Sgarbi. E di questa mostra si parlerà nell’incontro organizzato da “Pescaratutela - Laboratorio provinciale di storia locale” oggi, alle 18, all’Aurum, in cui verrà esposto il modello d’autore in bronzo di una delle quattro statue del Ponte Littorio e precisamente “Allegoria della pastorizia”. Questa esposizione è resa possibile grazie a Pasquale Del Cimmuto che interverrà alla manifestazione unitamente al comandante del nucleo carabinieri Tutela del patrimonio culturale di Ancona Maggiore Carmelo Grasso, a Maria Grazie Tolomeo Speranza, a Paola Di Felice, al sindaco Simone Angelucci, alla soprintendente Rosaria Mencarelli e a Giovanni D’Antino, nipote dell’artista. Nicola D’Antino è uno degli ultimi esponenti di quel movimento culturale che dalla fine dell'800 ha dato molto alla cultura nazionale e internazionale e che aveva il centro nevralgico nel cenacolo michettiano. “Pescaratutela”, inoltre, ha provveduto due anni fa a sporgere una denuncia internazionale per la sottrazione delle 4 statue, avvenuta a opera dei tedeschi in ritirata agli inizi del giugno 1944. Un disperato tentativo di rintracciare i segni della memoria della città. E' il problema principale di questo territorio, spesso incapace di valorizzare i propri protagonisti come nel caso di questo scultore autore, tra l'altro, delle statue che si vedono sul Ponte Littorio nelle cartoline degli anni Trenta di Pescara.

