Indagati in 7 per avere salvato gli alberi

7 Febbraio 2019

Coinvolti cittadini e ambientalisti che a giugno avevano protestato contro il taglio delle querce in strada delle Fornaci

PESCARA. Hanno salvato gli alberi e ora si ritrovano sotto inchiesta. Sono le sette persone, tra residenti e ambientalisti, che con le loro proteste sono riuscite a salvare le due querce di Strada delle Fornaci dai tagli annunciati dal Comune. Gli avvisi a comparire in Procura, con l'accusa di interruzione di pubblico servizio, stanno arrivando a cittadini e rappresentanti delle associazioni ambientaliste che a fine giugno hanno alzato le barricate per difendere gli alberi dalla scure dell'amministrazione comunale che ne aveva ordinato il taglio per consentire gli interventi di ampliamento della carreggiata. Per fare il punto della situazione nelle ore in cui agli indagati stanno arrivando le notifiche di comparizione, ieri mattina in Comune è stata convocata la commissione Controllo e garanzia (presidente Carlo Masci) a cui avrebbero dovuto partecipare amministratori, tecnici e destinatari dell'avviso. All'incontro non si è presentato nessuno e il vice presidente Alfredo Cremonese è stato costretto a chiudere la seduta pochi minuti dopo averla aperta. Nulla di fatto e, a seguire, bocche cucite e profilo basso sulla vicenda.
La miccia era stata innescata a fine giugno con la protesta in Strada delle Fornaci (che da una parte sfocia sulla nazionale Adriatica e dall'altra su via Caravaggio) di un gruppo di residenti che aveva raccolto un migliaio di firme contro il taglio degli alberi sparsi lungo il viale nel punto in cui subisce un restringimento della carreggiata, proprio nelle vicinanze della sede della Misericordia. In quella occasione, i cittadini avevano chiesto l'appoggio delle associazioni ambientaliste per dare forza alla battaglia che poi ha avuto gli esiti sperati dai manifestanti.
Le due querce sono ancora in piedi ma, oggi, a distanza di otto mesi, alcuni contestatori sono finiti nel mirino della procura dopo la stesura dei verbali della polizia municipale che invitava i presenti ad allontanarsi per far rispettare l'ordinanza di chiusura al traffico della strada. Il rombo delle motoseghe, pronte a tranciare i tronchi delle querce, fece scattare ulteriormente la rabbia dei manifestanti.
Uno dei quali si arrampicò su un albero per impedire che le motoseghe entrassero in azione. La strategia funzionò. In seguito l'amministrazione tornò sui suoi passi e ridimensionò il provvedimento apportando alcune modifiche agli interventi di riqualificazione della strada.
Oggi le querce sono in piedi, I rami floridi sono secchi, secondo i voleri della stagione, ma gli alberi si stagliano verso il cielo imponenti. A otto mesi di distanza dalla protesta in strada, alcuni di quegli uomini e quelle donne che si batterono in difesa delle querce, oggi ricevono un avviso a comparire in Procura per interruzione di pubblico servizio e preparano la difesa nelle sedi opportune. Nei prossimi giorni, la commissione Controllo e garanzia tornerà a riunirsi alla presenza delle parti in causa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA