Indagini sul 42enne trovato morto in auto

6 Agosto 2021

Picciano, al vaglio dei carabinieri le immagini delle telecamere. Il sindaco: «Era una persona perbene»

PICCIANO. È stato ritrovato morto sul sedile posteriore della sua auto, una Ford Fiesta azzurrina, parcheggiata in una zona impervia di campagna in contrada Colle Caterina, tra Picciano e Piccianello. Il corpo di Giordano Di Silverio, 42enne di Picciano, è stato scoperto alle 18,30 di mercoledì sera da alcuni passanti, che hanno poi avvisato le forze dell'ordine.
Sul posto sono arrivati immediatamente i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Agostinelli e anche i vigili del fuoco di Pescara. Sono ancora in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri di Loreto Aprutino per ricostruire gli ultimi giorni di vita del 42enne. Al vaglio dei militari vestini anche le immagini delle telecamere del luogo per ricostruire gli ultimi movimenti ed i contatti avuti. Al momento non è stato possibile, a detta dei militari, stabilire quando sia morto Di Silverio. Si è in attesa dell'esame autoptico sul cadavere disposto dalla procura di Pescara per avere certezze in più e capire cosa abbia determinato la morte dell'uomo, al momento misteriosa e inspiegabile.
Le prime risposte potrebbero arrivare oggi dopo l'ispezione esterna del corpo da parte di Ildo Polidoro. I militari al momento non escludono nulla. Sono molti dubbi da fugare da parte degli inquirenti: non solo sul momento della morte e sulle cause, ma anche sull'eventuale coinvolgimento di terzi considerato che al momento non è possibile tralasciare alcuna pista. Giordano Di Silverio non era sposato e viveva con i suoi genitori a Picciano. Era serigrafo in un'azienda di Silvi ed in paese era conosciuto da tutti. L’uomo per anni è stato il numero 10 e attaccante della formazione del paese, disputando i campionati di terza e seconda categoria con i colori biancazzurri del suo paese. Non aveva mai voluto giocare per altre squadre, nonostante avesse le qualità anche per fare categorie superiori. Era sempre stato legato al suo paese e alla sua comunità.
Un ragazzo solare e con una gran voglia di vivere. Negli ultimi anni aveva avuto anche momenti difficili, ma con il sostegno di amici e familiari ne stava venendo fuori. «Un triste dolore per tutta la nostra comunità», commenta il sindaco di Picciano Enzo Catani, «era il centravanti della nostra squadra ed era tifosissimo del Pescara. Un ragazzo perbene che non ha mai creato problemi a nessuno, con una famiglia perbene: la mamma ha un tabacchino in paese, mentre il suo papà è un commercialista». (f.bel.)
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