«Indennità di disagio ridotta per aiutare i dipendenti»
PESCARA. Fa discutere l'indennità di disagio ridotta dalla Provincia ai dipendenti che ne hanno diritto: cantonieri e bibliotecari, oltre che del Centro per l’impiego. La Provincia ha sottoscritto il...
PESCARA. Fa discutere l'indennità di disagio ridotta dalla Provincia ai dipendenti che ne hanno diritto: cantonieri e bibliotecari, oltre che del Centro per l’impiego. La Provincia ha sottoscritto il nuovo contratto decentrato integrativo che prevede, tra le altre cose, la "disciplina dell'indennità disagio" che riguarda esclusivamente la condizione degli addetti agli sportelli in presenza di utenza numerosa e dei cantonieri. All'atto della sottoscrizione definitiva del contratto, è stato precisato che i compensi legati all'attività disagiata non potessero superare gli importi previsti per l'indennità di rischio (pari a 30 euro al mese) così come stabilito dall'Aran (Agenzia per la rappresentanza delle pubbliche amministrazioni).
La finalità del contenimento dell'indennità di disagio entro i limiti stabiliti dall'Aran, spiega la Provincia, «non va vista quindi come una riduzione della spesa da parte della Provincia, ma come una particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei dipendenti. Infatti l'indennità di disagio, come fa intendere il termine stesso, remunera la particolare condizione a cui sono sottoposti alcuni dipendenti nell'esercizio delle proprie funzioni: tale "disagio" viene compensato con l'erogazione dell'indennità. Limitare l'esposizione a tale condizione a 30 ore mensili, invece che alle precedenti 60-70, dovrebbe essere considerato dai medesimi dipendenti come un’innovazione positiva in quanto viene richiesta una minore esposizione a una condizione di disagio lavorativo».
«Se si fosse voluto fare cassa con questa disposizione», dichiara il presidente Antonio Di Marco, «si sarebbe ridotto ulteriormente l'importo dell'indennità oraria mantenendo le ore di esposizione al disagio, concedendo un’indennità mensile inferiore a 30 euro. Soluzione, questa, adottata dalla maggior parte degli enti per adeguarsi alle disposizioni Aran. In realtà noi dobbiamo salvaguardare gli stessi lavoratori e dobbiamo organizzarci diversamente, in modo da aggirare il problema della carenza di personale, ossia incentivando turnazioni e ricambi, almeno fino a quando, con l'ulteriore trasferimento di personale dalle Province e approvazione della finanziaria del 2016, non cambieranno alcune condizioni». Va tuttavia precisato che, qualora il dipendente, per condizioni organizzative specifiche, dovesse essere esposto per più di 30 ore mensili a condizioni di disagio le somme dovute saranno comunque erogate.

