Indennità, scende il costo dei consiglieri
A marzo liquidati meno di 10mila euro per i gettoni di presenza. Il tetto massimo consentito è di 236mila euro l’anno
MONTESILVANO. La macchina amministrativa di Montesilvano è alle battute finali: prevista per la prossima settimana l’ultima seduta del consiglio comunale prima dello scioglimento dell’assemblea in vista delle elezioni comunali. Dopo l’approvazione del Bilancio di previsione 2019, ultimo importante atto dell’attuale amministrazione, infatti, i consiglieri saranno chiamati ad approvare solo gli ultimi atti urgenti, come ad esempio i debiti fuori bilancio, e a discutere le interrogazioni rimaste inevase.
A subire una fisiologica battuta di arresto sono state, negli ultimi mesi, anche le commissioni consiliari, che si sono ridotte proporzionalmente alla riduzione dell’intera attività amministrativa di una legislatura ormai al termine. Basta confrontare la spesa affrontata dal Comune per i gettoni di presenza nei primi tre mesi del 2019 e metterla a paragone con quella sostenuta per lo stesso periodo del 2018, per rendersi conto della netta diminuzione delle sedute.
C’è da premettere che il costo di ogni gettone di presenza ammonta a 30,01 euro, che ogni consigliere può percepire un massimo di 857 circa euro mensili e che, dunque, la spesa massima annuale ammonta a 236.616 euro. Numeri alla mano: nel gennaio 2018 ammontava a 10.773 euro la cifra complessiva sborsata per i gettoni corrisposti ai 22 consiglieri (al numero totale dei consiglieri che compongono l’assemblea, infatti, vanno esclusi il presidente del consiglio Umberto Di Pasquale, che percepisce una retribuzione fissa, e i consiglieri Cristhian Di Carlo (M5s) e Anthony Aliano (Lega), che rinunciano ai gettoni e che in ogni caso nell’ultimo periodo sono stati poco presenti agli appuntamenti in sala Tricolore. Nel primo mese dell’anno in corso, invece, la spesa è scesa a 7.442 euro, con un risparmio di circa 3.300 euro. Passando a febbraio, nel 2018 il costo delle sedute è stato di 11.635, contro gli 8.702 del febbraio 2019, mentre a marzo la spesa si è ridotta di circa 4.100 euro, essendo passata dai 13.966 del 2018 ai 9.830 dell’anno in corso. Sempre analizzando le cifre relative al 2018, ammonta complessivamente a 127.257 euro la spesa complessiva per i gettoni di presenza, con un picco massimo raggiunto proprio nel mese di marzo, seguito da aprile con 12.676 euro, e un picco minimo comprensibilmente registrato nel mese di agosto, con una spesa di circa 4.200 euro. A partire da ottobre 2018 (con 12.249 euro spesi), il totale dei gettoni di presenza non ha mai superato i 10mila euro, scendendo drasticamente a gennaio 2019 con un esborso di 7.442 euro. A incidere in maniera significativa sui costi della politica anche la netta presa di posizione del presidente della commissione Lavori pubblici Mauro Orsini, che aveva deciso di convocare solo sedute strettamente necessarie, invitando i colleghi a fare altrettanto. Un braccio di ferro che aveva portato anche alla richiesta di dimissioni di Orsini sollecitata da diversi consiglieri e alla “minaccia” di quest’ultimo di rivolgersi alla Corte dei Conti, terminata con un ritrovato (o almeno apparente) equilibrio. Quanto ai consiglieri più “costosi” per il Comune, ai primi posti nel 2018 e 2019 trovano spazio Enea D’Alonzo, Gabriele Di Stefano, Stefano Di Blasio, Claudio Daventura e Paolo Rossi, che in più di un’occasione hanno raggiunto il tetto massimo di 857 euro. La cifra decisamente più alta rispetto ad alcuni loro colleghi è dovuta, oltre alla presenza assidua nelle sedute, anche all’appartenenza a gruppi da uno o due consiglieri.

