Indennizzo per i professionisti La domanda alle casse private

2 Aprile 2020

PESCARA. Il governo ha risposto alla pioggia di richieste di aiutare non solo famiglie e lavoratori dipendenti a far fronte all’emergenza Coronavirus, ma anche i liberi professionisti, istituendo un...

PESCARA. Il governo ha risposto alla pioggia di richieste di aiutare non solo famiglie e lavoratori dipendenti a far fronte all’emergenza Coronavirus, ma anche i liberi professionisti, istituendo un indennizzo una tantum (almeno per ora) di 600 euro, valido per il mese di marzo a favore dei professionisti iscritti alle casse di previdenza private.
La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo ha infatti ribadito più volte che sono già allo studio nuove misure per il decreto di aprile, con l’obiettivo di prevedere, per queste categorie di lavoratori, un indennizzo di importo superiore. Si parla di 800 euro, ma non c’è nulla di confermato.
Per i liberi professionisti (sono circa 1,5 milioni, di cui però quasi un terzo dell’Enpam, la cassa dei medici), il bonus, che non concorre alla determinazione del reddito imponibile, potrà essere richiesto dal primo al 30 aprile 2020 alla cassa previdenziale obbligatoria del proprio ordine. A differenza del bonus per i lavoratori autonomi, ci sarà un limite di reddito: sarà erogato, infatti, solamente a chi nel 2018 abbia avuto redditi inferiori a 35.000 euro oppure a chi, sempre nel 2018, abbia avuto entrate tra 35.000 e 50.000 euro e a causa del virus Covid-19 sia stato costretto a chiudere la partita Iva fra il 23 febbraio e il 31 marzo 2020, oppure abbia ridotto o sospeso la propria attività autonoma o di libero-professionista di almeno il 33% nel primo trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.
Altro fattore determinante per quanto riguarda commercialisti, ingegneri, architetti e tutti gli altri liberi professionisti è il fatto che è prevista l’esclusione dall’accesso all’indennità agli iscritti alle casse di previdenza non in regola con gli obblighi contributivi.
In attesa di poter accedere agli aiuti governativi, tutte le casse professionali hanno iniziato a muoversi autonomamente, prevedendo misure e agevolazioni per andare incontro ai loro iscritti.
L’Inpgi, l’Istituto previdenziale dei giornalisti, ad esempio, ha già annunciato lo stanziamento di circa 42 milioni di euro per fronteggiare le ripercussioni dell’emergenza da Covid-19 su chi svolge la professione giornalistica in forma autonoma.
Tutte le casse hanno previsto la sospensione dei versamenti e degli adempimenti, la proroga delle rate dei contributi e varie agevolazioni sul fronte della copertura sanitaria. Tra le varie misure adottate dai diversi enti di previdenza privati, la possibilità di sospendere i pagamenti delle rate dei prestiti, l’assistenza fiscale gratuita, l’indennizzi giornalieri per chi non può lavorare a causa del Covid-19, assicurazioni sanitarie a titolo gratuito o agevolato, coperture assicurative in caso di decesso .
Le domande per l’accesso al bonus inoltrate saranno considerate in base all’ordine cronologico di arrivo: l’ente di previdenza, prima dell’erogazione, dovrà effettuare una verifica dei requisiti dei singoli richiedenti, valutando la validità della documentazione allegata alla richiesta stessa. Saranno le casse di previdenza degli ordini a erogare l’indennità: una volta provveduto, dovranno trasmettere l'elenco dei beneficiari all'Agenzia delle Entrate e all'Inps, in modo che possano essere effettuati i controlli del caso.
Ci sarà un monitoraggio costante delle Casse di previdenza: per garantire il rispetto del limite di spesa di 200 milioni di euro previsto dal decreto, gli enti di previdenza dovranno, a partire dall’8 aprile 2020 e con cadenza settimanale, comunicare ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia i risultati del monitoraggio delle istanze presentate e di quelle ammesse a pagamento.
Qualora dal monitoraggio dovesse emergere il raggiungimento del limite massimo di spesa, il Ministero del lavoro dovrà comunicare ciò agli enti previdenziali e al Ministero dell'economia, il quale potrà rivedere le risorse previste dal Decreto “Cura Italia”, rimodulandolo.
Infine, spetterà al Ministero del lavoro provvedere, con cadenza mensile, al rimborso degli oneri sostenuti dagli enti di previdenza, sulla base di apposita rendicontazione che questi ultimi avranno, a loro volta, comunicato.
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