Infermiera aggredita dai parenti di un paziente

22 Agosto 2017

PESCARA. Insistono per entrare in ospedale fuori dall’orario delle visite. Ma quando l’infermiera nega l’ingresso in reparto ai familiari di un paziente, scattano prima gli insulti e subito dopo l’agg...

PESCARA. Insistono per entrare in ospedale fuori dall’orario delle visite. Ma quando l’infermiera nega l’ingresso in reparto ai familiari di un paziente, scattano prima gli insulti e subito dopo l’aggressione. L’ennesimo atto di violenza nei confronti del personale dell’ospedale civile è avvenuto nei giorni scorsi nell’unità operativa di Geriatria.
Come denunciato dal sindacato NurSind Pescara, che adesso invoca «risposte adeguate» da parte dei vertici della Asl, pena il «ricorso all’autorità giudiziaria», a scatenare il caos sarebbe stato un banale equivoco. In base alla ricostruzione del sindacato, il 6 agosto scorso nell’ala sud di Geriatria l’infermiera di turno avrebbe invitato a uscire i familiari che si attardavano nelle camere oltre l’orario delle visite.
Nel frattempo, tuttavia, la stessa avrebbe fatto accomodare in reparto i parenti di una paziente deceduta. È stato in quel momento che gli animi si sono scaldati e i familiari di un altro paziente ricoverato hanno iniziato a chiedere prima di entrare e poi, di fronte alla risposta negativa dell’infermiera, hanno cominciato a inveire contro la sanitaria, sostenendo che il divieto fosse ingiusto e che ci fossero dei favoritismi. Il passo dalla minaccia all’aggressione fisica è stato brevissimo. L’infermiera è stata soccorsa e portata al Pronto soccorso per le cure di rito. Subito dopo è stata attivata la pratica Inail, con la relativa denuncia all’autorità giudiziaria e la compilazione della scheda di incident reporting. Adesso, il segretario provinciale NurSind Pescara Antonio Argentini punta il dito contro «il perenne sovraffollamento in cui versa l’unità operativa, l’organizzazione inadeguata e il personale insufficiente».
Ieri ha inviato una lettera al direttore generale della Asl Armando Mancini, al direttore sanitario della Asl Valterio Fortunato, al direttore sanitario del polo ospedaliero Rossano Di Luzio, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione Antonio Busich, alla responsabile del risk management Anna Maria Ambrosi e alla responsabile del coordinamento del servizio infermieristico di Pescara, Penne e Popoli Maria Rita Cacciagrano.
«Gli atti di violenza a danno del personale sanitario nel polo ospedaliero di Pescara», si legge nella missiva firmata da Argentini, «si verificano sempre con maggiore frequenza nei reparti che hanno l’annoso problema del sovraffollamento: Geriatria, Medicina, centri di Salute mentali, Psichiatria e in particolare al Pronto soccorso. Eventi puntualmente denunciati dal Nursind, ma invano. La situazione descritta genera negli operatori sanitari frustrazione, malessere fino a giungere a fenomeni di burnout. Infine, il degrado e la disorganizzazione esasperano gli animi di degenti e parenti che sfogano la loro rabbia in modo irrazionale, inaccettabile e ingiustificabile contro il personale a loro prossimo. Un reparto non può accogliere in modo indefinito i ricoverati posti lungo i corridoi o in altre unità operative». «Vigileremo attentamente», conclude Argentini, «sulle azioni di miglioramento e sull’applicazione di quanto indicato dalle norme vigenti. Se la risposta sarà inadeguata, procederemo per le vie giudiziarie».
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