Infermiere aggredito, l’Ordine: troppi pazienti da gestire

PESCARA. «È diventato sempre più difficile lavorare al pronto soccorso». A parlare è Irene Rosini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, alla luce di due episodi avvenuti a poca...
PESCARA. «È diventato sempre più difficile lavorare al pronto soccorso». A parlare è Irene Rosini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, alla luce di due episodi avvenuti a poca distanza uno dall’altro. La sera del primo giugno un infermiere del pronto soccorso è stato aggredito senza motivo da un paziente ubriaco, che gli ha fratturato il setto nasale con un cazzotto dopo aver cercato di colpirlo con una sedia. E poi, il giorno dopo, un anziano è morto sempre al pronto soccorso e, a detta della nipote, non è stato visitato nonostante abbia atteso per molte ore. «Ho espresso solidarietà», dice Rosini, «all’infermiere aggredito. Questo episodio dimostra come sia profondamente cambiata la società e come al pronto soccorso finiscano sempre più persone disagiate che avrebbero bisogno di un supporto a livello sociale, attraverso apposite strutture del territorio. Nello stesso tempo andrebbe garantita una maggiore vigilanza al pronto soccorso. Come Ordine siamo vicini anche alla famiglia dell’anziano morto», prosegue. Uno dei problemi del pronto soccorso «è quello dell’affollamento, determinato per lo più dal fatto che i reparti non assorbono tutti i pazienti, costretti ad attendere proprio al pronto soccorso». Il fatto che le stesse persone restino giorni e giorni lì, prima di essere destinate al reparto o prima di essere dimesse appesantisce notevolmente il lavoro del personale, medico e infermieristico, che è carente. «Mancano i posti letto, in ospedale, e i percorsi per accogliere tutti i tipi di pazienti: al pronto soccorso finiscono ubriachi, senza tetto, malati oncologici, geriatrici, cronici. Molti potrebbero essere destinati ad altre strutture, previste sulla carta, come gli ospedali di comunità e le case della salute. Invece si crea un ingorgo al pronto soccorso che diventa a tutti gli effetti un reparto». (f.bu.)

