Infermieri in prima linea: «È la giornata mondiale»

I presidenti degli ordini provinciali delusi: «Poca considerazione della Regione nei confronti della nostra professione». L’assessore Verì: «Pronti al dialogo»
PESCARA. Un ringraziamento speciale agli 11.000 infermieri abruzzesi per quanto stanno facendo in questo periodo critico e un preciso appello alla Regione Abruzzo: «La sanità senza infermieri non può funzionare». È questo il messaggio lanciato dai quattro presidenti degli ordini provinciali delle professioni infermieristiche Giancarlo Cicolini (Chieti), Maria Luisa Ianni (L’Aquila), Irene Rosini (Pescara) e Cristian Pediconi (Teramo) in occasione della giornata internazionale dell’infermiere durante l’anno mondiale dell’infermiere dichiarato dall’OMS.
L’APPELLO. «Durante l’emergenza», sottolineano i quattro presidenti, «gli infermieri hanno messo in campo e continuano a mettere in campo competenze e professionalità per aiutare i cittadini e per sostenere il sistema sanitario, come hanno sempre fatto. Tutti sembrano accorgersene, ma solo la Regione Abruzzo lo ignora. Negli ultimi mesi abbiamo avuto maggiore contezza della poca considerazione che questa Regione riserva alla professione infermieristica. Proprio in questo periodo, quando è stato chiesto il massimo agli infermieri, non c’è stato nessun coinvolgimento diretto durante la gestione della pandemia per l’implementazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), dove si assumono medici ma vengono utilizzati gli infermieri che già operano nel sistema sanitario nazionali comparandoli ad altri profili quali autisti e operatori socio-assistenziali». Ad oggi, ricordano i presidenti, gli infermieri non hanno ancora ricevuto risposte dalla Regione in merito ad alcune proposte avanzate a sostegno del sistema sanitario regionale e dei cittadini, come uniformare e far applicare le linee guida degli atti aziendali, revisionare il documento regionale per la determinazione del fabbisogno del personale sanitario, revisionare il modello dell’assistenza domiciliare, l’attivazione degli ambulatori infermieristici e degli ospedali di comunità a gestione infermieristica e l’ attivazione del tavolo tecnico permanente con l’assessorato alla Sanità.
REGIONE IN CAMPO. «Voglio ringraziare tutte le infermiere e gli infermieri per l’insostituibile ruolo che da sempre svolgono nel nostro sistema sanitario», ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. «Un lavoro prezioso, che in questi mesi di emergenza è stato fondamentale per garantire ai pazienti colpiti da Covid 19 un’assistenza adeguata ed efficace, portata avanti da questi professionisti con abnegazione e spesso senza preoccuparsi di mettere a rischio la loro stessa vita». L’assessore rimarca come fin dall’insediamento dell’attuale governo regionale, il personale infermieristico sia stato al centro delle attività di programmazione. «Abbiamo rilanciato le assunzioni e favorito le stabilizzazioni del personale precario delle Asl e nelle ultime settimane abbiamo esteso anche a tutti gli infermieri impegnati nelle attività Covid 19, l’indennità contrattualmente prevista per solo per il personale dei reparti di malattie infettive ed è aperto un confronto con le organizzazioni sanitarie per attribuire, sempre al personale impegnato direttamente nelle attività Covid 19, una premialità aggiuntiva per il periodo marzo-aprile finanziata con fondi regionali».
FASE 2. La Verì apre anche a una nuova fase di confronto con l’Ordine degli Infermieri sui recenti provvedimenti adottati per far fronte alla Fase 2 della pandemia. «Molti infermieri mi hanno segnalato delle criticità su cui intervenire. Sono pronta, come sempre, ad ascoltare le loro proposte e a recepirle nei protocolli operativi. Purtroppo l’emergenza ha limitato fortemente la possibilità di coinvolgere nella fase preparatoria dei documenti tutti i legittimi portatori di interesse. Ma proprio perché siamo in una situazione nuova potremo introdurre le necessarie modifiche per garantire un’assistenza sempre migliore ai nostri concittadini».
NUOVE ASSUNZIONI. Da ricordare, infine, che nel nuovo decreto Rilancio, è previsto un potenziamento delle cure a casa con una dote di 1,5 miliardi. I fondi serviranno per le assunzioni di oltre 9mila infermieri (8 ogni 50mila abitanti) ma anche per assumere medici e tecnici che in parte serviranno per rinforzare le attività di tracciamento dei positivi e dei loro contatti.
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