Infiltrazioni nelle scuole, via ai controlli

25 Novembre 2023

Gli studenti denunciano: acqua vicino alle prese elettriche. La Provincia rassicura: tutto normale

PESCARA. Verifiche in corso nelle scuole di Pescara. Dopo il nubifragio di mercoledì, dai comprensivi sono partite diverse segnalazioni dirette all’ufficio manutenzioni. I tecnici hanno iniziato un giro di controlli, di cui ieri si è parlato durante la commissione Vigilanza, presieduta dal consigliere Giovanni Di Iacovo.
Le prime verifiche hanno interessato la scuola Virgilio in via di Sotto, la Benedetto Croce e la Pineta Dannunziana in via Scarfoglio e la Silone di via Milano. Secondo quanto relazionato dai tecnici in audizione sono emerse delle infiltrazioni. Alcune potranno essere risolte in tempi stretti, mentre per altre più corpose bisognerà attendere l’arrivo di alcuni finanziamenti.
Infiltrazioni anche sul fronte degli istituti superiori, che sono di competenza della Provincia. «Nessuna grande criticità», assicura il dirigente Marco Scorrano. «La quantità di acqua che è caduta è stata tantissima, e con quella intensità il deflusso è stato più difficile». Proteste e disagi sono arrivati dal liceo MiBe, dove mercoledì i ragazzi erano scesi nell’atrio per chiedere di essere rimandati a casa, di fronte alle finestre rivestite di scotch per tentare di tenerle chiuse, acqua che entrava dagli infissi, ma pure dai soffitti, pozze sul pavimento, vicino a prese elettriche e ai computer. «Il giorno dopo il temporale non siamo andati a scuola per paura», spiega Emanuele D’Amico del gruppo dei rappresentanti d’istituto composto anche da Chiara Di Berardino e Marta Del Duca. «La situazione in cui ci troviamo è critica, ma vogliamo subito precisare che non è colpa della dirigente, Raffaella Cocco, che sta facendo tantissimo per trovare una soluzione, ma della Provincia. Già dallo scorso anno abbiamo problemi con il riscaldamento. Anche adesso i termosifoni sono spenti, o se accesi sono del tutto inefficienti. In più, nel giorno del maltempo, l’acqua entrava da tutte le parti. Abbiamo chiamato persino i carabinieri, e siamo scesi tutti nell’atrio per chiedere che ci rimandassero a casa. Non è stato possibile, e così giovedì praticamente nessuno è andato a scuola, anche perché i pendolari hanno avuto problemi per le tante strade chiuse. Questo è un grido d’allarme sulla drastica condizione delle nostre strutture scolastiche», continuano i ragazzi. «Chiediamo un cambiamento. Non vogliamo solo una risposta alle emergenze, ma un impegno a lungo termine per il mantenimento e il miglioramento delle nostre scuole. La sicurezza degli studenti deve essere una priorità, e non possiamo più ignorare le condizioni inaccettabili in cui studiamo». «Nessuna criticità», ribadisce Scorrano, «al MiBe sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova sede. Per il riscaldamento dallo scorso anno il governo ha introdotto una norma per abbassare la temperatura di due gradi, per far fronte ai costi elevati. Stiamo procedendo con accensioni selettive, progressive nei vari plessi. Non si può pensare che in un giorno di sole come quello di oggi (ieri per chi legge, ndc) il riscaldamento sia al massimo, né che i termosifoni siano attivi dalle 6 alle 15».