Influenza, arriva l’ondata Chi deve farsi il vaccino

Gli esperti: «Quest’anno sarà più intensa». Rischiano gli over 60 con malattie
PESCARA. L’ondata dell’influenza è annunciata per la fine di novembre e sarà più forte rispetto al 2020 e al 2021. La campagna vaccinale entra nel vivo. Il comportamento dei virus influenzali, nelle ultime stagioni, è stato fortemente inibito dalle misure di contenimento applicate per la pandemia di Covid 19. Le cosiddette misure non farmacologiche come il distanziamento fisico, l’igiene delle mani, l’uso delle mascherine hanno infatti avuto un forte impatto riducendo la circolazione dei virus respiratori.
Nelle stagioni 2020-21 e 2021-22, in tutto il mondo, i picchi influenzali sono stati quindi molto modesti se non del tutto assenti. Ma l’ultima stagione influenzale a livello globale, cominciata già nell’estate scorsa nell’emisfero australe, al contrario ha già mostrato caratteristiche preoccupanti. Oltre ad essere registrato, come atteso, un aumento della circolazione virale, infatti, è stato segnalato un anticipo del picco stagionale di diverse settimane.
Anche nel nostro emisfero, in Italia e quindi in Abruzzo, pertanto, tutto fa pensare che la prossima stagione ormai alle porte sarà più intensa e precoce. «Il richiamo alla vaccinazione influenzale è dunque più che mai urgente, soprattutto alla luce dei deludenti risultati dello scorso anno», affermano gli esperti.
CHI DOVR EBBE FARLA.
La vaccinazione antinfluenzale, in estrema sintesi, è indicata per tutte le persone che desiderino evitare la malattia influenzale e non abbiano specifiche controindicazioni.
Ma ci sono delle priorità che fatto scattare anche il beneficio della gratuità. Esiste infatti una sostanziale concordanza, in ambito europeo, sul fatto che i principali destinatari dell'offerta di vaccino antinfluenzale debbano essere le persone di età pari o superiore a 60 anni.
E poiché permane una situazione pandemica Covid-19, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata nella fascia di età 6 mesi - 6 anni, anche per di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani. Inoltre, per facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età di maggiore rischio di malattia grave, la vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata nell’ampia fascia d’età degli over 64 anni.
Anche per quanto riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti, e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza, la vaccinazione è fortemente raccomandata. E ricordiamo infine che attualmente, anche in Abruzzo, la vaccinazione antinfluenzale può essere effettuata nella stessa seduta della vaccinazione anti Covid-19.
CHI È PIÙ A RISCHIO.
Tuttavia, spiegano dal Ministero della Salute, «in accordo con gli obiettivi della pianificazione sanitaria nazionale e con il perseguimento degli obiettivi specifici del programma di immunizzazione contro l'influenza, la vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente soprattutto alle persone che, per le loro condizioni personali, corrono un maggior rischio di andare incontro a complicanze nel caso contraggano l'influenza».
Del resto è l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che indica come obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave.
LA PRIMA PARTE DELL’ELENCO.
Secondo quanto riporta una circolare ministeriale del 6 luglio scorso la vaccinazione antinfluenzale è innanzitutto raccomandata alle seguenti categorie: 1) persone ad alto rischio di complicanze o ricoveri correlati all'influenza; 2) donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo dopo il parto; 3) soggetti dai 6 mesi in poi di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza.
I FATTORI DI RISCHIO.
Le patologie in questione sono: malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva); malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi); insufficienza renale/surrenale cronica; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; tumori e in corso di trattamento chemioterapico; malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da Hiv; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali; patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie ed epatopataie croniche.
LA SECONDA PARTE.
Riprendiamo l’elenco cominciato poc’anzi che prosegue con: 4) bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; 5) individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; 6) familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).
ADDETTI A SERVIZI PUBBLICI.
Quindi i medici e tutto il personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l'influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.
E ancora: forze di polizia, Vigili del fuoco e altre categorie socialmente utili che potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa. A questi si aggiungono i donatori di sangue. Inoltre è pratica diffusa l’offerta gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.
CHI È A CONTATTO CON ANIMALI.
E che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani come allevatori, addetti all’attività di allevamento e al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti.
A CHI NON VA FATTA.
Infine una raccomandazione: i vaccini antinfluenzali non vanno somministrati nei più piccoli di età inferiore ai sei mesi di età. In questi casi la vaccinazione della mamma e degli altri familiari, che ne hanno cura, è una possibile alternativa per proteggerli in maniera indiretta dal virus.
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