Influenza, deserta la gara per 248mila dosi di vaccini

12 Agosto 2020

Da rifare l’appalto per rifornire entro settembre le Asl di uno dei lotti più richiesti Coinvolti Abruzzo e Molise. Il tempo a disposizione dell’Aric è ridotto al minimo

PESCARA. Mancano all’appello 248mila dosi di vaccino contro l’influenza. La gara d’appalto per acquistarle è andata deserta. L’esito annunciato mette l’Aric, Agenzia regionale di informatica e committenza, nelle condizioni obbligate di rincorrere il tempo per scongiurare che l’Abruzzo si ritrovi, tra un mese, senza uno scudo di protezione che ha due scopi: evitare un’ondata di influenza e proteggersi contro il Covid 19. I lotti in gara erano quattro. Tre sono andati a buon fine e aggiudicati a Sanofi spa e Seqirus srl. Quest’ultima si è assicurata le forniture alle Asl di Abruzzo e Molise di 154mila dosi di “Vaccino adiuvato”, indicato per gli over 65, e di 8mila dosi di “Vaccino antigene di superficie” destinato a chi ha più di 9 anni di età. L’altro lotto assegnato, relativo al “Vaccino tetravalente”, sempre per over 65, era il quantitativo più basso perché limitato a 5mila dosi da suddividere tra le Asl. Ma passiamo al punto dolente dell’appalto che non è andato a buon fine poiché, sul mercato, altre regioni si sono mosse prima dell’Abruzzo perché il vaccino antinfluenzale, pur non agendo sul Covid 19, aiuta a fare una diagnosi più veloce di questo virus su chi ha sintomi come la febbre ed è vaccinato per l’influenza.
In sintesi permette di fare diagnosi per esclusione. Ma alla gara per acquistare le dosi, indetta il 26 giugno scorso, su una base d’asta di 2 milioni e 392mila euro, e con scadenza per le domande fissata al 20 luglio, non si è presentato nessuno. Il mercato, in altre parole, non ha più nulla da offrire.
Così, nel dettaglio, restano per ora senza dosi di “Vaccino tetravalente virus split (frammentato) inattivo”, il più diffuso (dai 6 mesi in poi), e destinato alle fasce medie, in particolare agli operatori sanitari, le Asl dell’Aquila, il cui fabbisogno di dosi è di 41mila unità; di Chieti (58mila); Pescara (46mila) e Teramo (43mila),a cui si aggiungono le 60mila dosi che l’Aric avrebbe dovuto reperire per conto del Molise.
I dati che riportiamo in questo articolo hanno come fonte il sito dell’agenzia committente che ora è ricco di documenti che premettono di capire l’andamento della gara d’appalto, a differenza di alcuni giorni fa, quando il Centro ha scritto il primo articolo intitolato “Vaccini, l’appalto va in salita”, segnalando anche la scarsa trasparenza degli atti.
Adesso ci si chiede come farà l’Aric a porre rimedio acquistando in tempo le 248mila dosi. Una soluzione potrebbe essere quella di indire subito un procedimento aperto, cioè lanciare un appello al mercato dei vaccini per reperire le dosi da chi le ha ancora. Ma non sarà facile per tre fattori: la situazione d’emergenza nazionale dovuta al Covid 19 che ha spinto le Regioni a un approvvigionamento massiccio; le ferie di Ferragosto e, infine, una sentenza di pochi giorni fa del Tar Lazio che ha respinto la richiesta di sospensione cautelare dell'ordinanza della Regione Lazio che rende obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale ad anziani e operatori sanitari.
Una scelta fatta anche da Puglia e Marche sostanzialmente coerente con l'avviso espresso dal Comitato tecnico scientifico che ha indotto queste Regioni a una politica d’accaparramento che ha lasciato a bocca asciutta l’Abruzzo dove il vaccino per categorie a rischio è solo facoltativo.
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