Influenza, iniettate 218mila dosi

L’assessore Verì relaziona in commissione vigilanza. L’opposizione replica
L’AQUILA. «Al 2 dicembre, in Abruzzo, sono state somministrate 218mila dosi di vaccino, sulle 250mila consegnate alle Asl». Ad affermarlo è stata Nicoletta Verì ieri in commissione Vigilanza, in una seduta in cui, insieme al direttore del Dipartimento Sanità della Regione, Claudio D’Amario, ha illustrato i dati relativi alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. La commissione era stata chiesta dal centrosinistra per «fare chiarezza sui ritardi e per avere certezze sulla copertura del fabbisogno». Mentre Verì ha aggiornato il dato relativo alla somministrazione, in merito ai ritardi, D’Amario, insieme a Pierluigi Galassi (sentito in qualità di responsabile del procedimento della gara di acquisto dei vaccini), ha spiegato che l’approvvigionamento è partito a giugno e che le dosi previste erano in linea con le stime fatte dalle Asl.
«Abbiamo avuto problematiche nel chiudere la gara», ha spiegato Galassi. «Le aziende farmaceutiche contattate non avevano le disponibilità a causa di una richiesta nazionale molto superiore rispetto al normale. Ho cercato nonostante tutto di reperire il maggior numero possibile di dosi». Risposte giudicate insufficienti dal capogruppo del Pd, Silvio Paolucci: «Non ci è stato detto quante sono le dosi in arrivo e con quale tempistica. Mancano all’appello 160mila dosi, il 40% del fabbisogno. Continuano ad arrivarci tantissime segnalazioni da parte di cittadini che non hanno ancora avuto la possibilità di vaccinarsi. La Regione si è fatta trovare del tutto impreparata».
«Con questi numeri non si riuscirà a chiudere la campagna entro il 15 dicembre», ha osservato il presidente della commissione, Pietro Smargiassi (M5S). Nella commissione di ieri non si è parlato solo di vaccino antinfluenzale. Smargiassi ha chiesto informazioni anche in merito alla catena del freddo in previsione dell’arrivo delle prime dosi di vaccino anti Covid a gennaio. «Le Asl si stanno attrezzando», ha risposto D’Amario. «Tre Asl su quattro hanno già reperito i dispositivi utili a mantenere la temperatura dei farmaci a -75°. Questo tipo di conservazione delle dosi sarà comunque essenziale solo nella prima fase, perché questi standard sono richiesti esclusivamente per il vaccino della Pfizer. Man mano saranno pronti nuovi vaccini che prevedono le normali temperature di conservazione, 2-8 gradi. Questo agevolerà il lavoro di distribuzione e somministrazione». (ro.ciu)

