Influenza, obbligo di vaccino per chi lavora nella sanità

Raccomandato per over 60 e bimbi fino a 6 anni. D’Amario: è una misura anti-Covid
PESCARA. Vaccino antinfluenzale «fortemente raccomandato» per chi ha più di 60 anni e per i bambini da 6 mesi a sei anni, seguendo le indicazioni della circolare ministeriale. «Obbligatorio», invece, per tutti gli operatori della sanità, compresi i medici di famiglia. La Regione Abruzzo sta predisponendo una strategia che ha il duplice obiettivo di tutelare un’ampia fascia di popolazione e di contrastare al meglio il possibile ritorno autunnale dell’epidemia da Covid19. Una strategia anticipata al Centro da Claudio D’Amario, responsabile del Dipartimento sanità della Regione e già consulente del ministero della Salute.
UN QUARTO DI POPOLAZIONE. In Abruzzo la campagna vaccinale del prossimo autunno interesserebbe una platea di 399.636 persone, quasi un quarto della popolazione (tanti i residenti dai 60 anni in su al 1° gennaio, secondo i dati Istat); solamente da 60 a 65 anni di età ci sono 103.120 abruzzesi.
COSÌ ADESSO. Attualmente la raccomandazione (e la gratuità) per il vaccino antinfluenzale riguarda solo i bambini e gli adulti con patologie che aumentano il rischio di complicanze (malattie respiratorie, metaboliche e cardiocircolatorie, tumori) e tutte le persone oltre i 65 anni.
LA CIRCOLARE. Sono due le principali novità contenute nella circolare del ministero della Salute: vaccinazione antinfluenzale raccomandata e gratuita a tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni, e non solo ai piccoli che presentino particolari indicazioni di salute, e a tutti gli anziani a partire dai 60 anni e non più dai 65. Indicazioni necessarie, secondo il ministro della Salute, Roberto Speranza, per l’emergenza legata al nuovo coronavirus, mentre sino a oggi la vaccinazione era gratuita solo per le categorie a rischio. Documento che quest’anno è stato redatto, inevitabilmente, con un occhio all’epidemia di Covid-19 e al possibile ritorno del contagio su ampia scala nella stagione fredda. Ampliare la platea dei vaccinati, ragionano gli esperti, aiuterà a evitare quanto successo a febbraio, quando i sintomi «confondenti» dell’influenza hanno ritardato notevolmente la consapevolezza di trovarsi di fronte a casi Covid. Sulla circolare ha lavorato il nuovo capo dipartimento Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, già alla guida del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.
«SARÀ RACCOMANDATO». Secondo D’Amario la vaccinazione «va fortemente raccomandata a tutti gli ultra 60enni, anche quelli in splendida forma». Sottolinea l’esperto: «La Regione Abruzzo sta già predisponendo una strategia, visto che a livello centrale si sta facendo un discorso in tal senso. Faremo una forte raccomandazione. Tecnicamente, la campagna dovrebbe iniziare ai primi di ottobre, puntando molto a vaccini di ultima generazione, sempre più purificati e di qualità, che offrono ampie garanzie. Sarà una raccomandazione e non un obbligo, perché solo con un decreto legge nazionale si può fare un’imposizione. Una raccomandazione al vaccino andrà fatta a tutta quella popolazione a servizio delle Rsa. E puntiamo a raccomandare anche il vaccino per la polmonite da pneumococco per le persone con più di 65 anni di età. Per tutti gli operatori della sanità, invece, ci sarà l’obbligo della vaccinazione, perché ci sono leggi di riferimento che lo consentono».
QUANTO È IMPORTANTE? L’obiettivo principale è quello di facilitare le diagnosi nelle fasce d’età di maggiore rischio considerando che il prossimo inverno «non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SarsCov2». Riducendo le complicanze si dovrebbero inoltre assottigliare gli accessi negli ospedali che in questi mesi di emergenza sanitaria sono stati il luogo principale del contagio. «Evitare la sovrapposizione tra patologie», riprende il responsabile del Dipartimento sanità della Regione Abruzzo, «è fondamentale, evitando anche quei pseudo ritardi nella diagnostica che ci sono stati all’inizio della pandemia. Anche se non vi è una chiara evidenza scientifica conclamata, inoltre, è stato notato che le persone vaccinate hanno avuto sintomi attenuati del Covid19, con un minor impegno diagnostico e di gestione per la sanità. Controindicazioni? Tutti i vaccini possono avere un minimo di suscettibilità, ma prima delle somministrazioni ci sono indagini e vengono adottate precauzioni. Ricordiamoci che anche l’influenza non è uno scherzo, solo che fa meno paura perché ci sono gli strumenti per combatterla».
I MEDICI: «CONDIVIDIAMO». Afferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli: «Condividiamo la strategia di combattere la seconda ondata di Covid19, prevista come probabile in autunno, anche attraverso un’estensione della vaccinazione antinfluenzale. Questo sia ai fini di facilitare una diagnosi differenziale tra Covid19 e influenza, patologie con sintomatologia analoga, sia di alleggerire i pronto soccorso e gli ospedali, diminuendo la morbilità dell’influenza e delle sue complicanze».
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