Infortuni su strade dissestate. I ricorsi? «Evitate, è meglio»

L’assessore Campli spiega perché aumentano le cause perse sulle istanze risarcitorie nei confronti del Comune
FRANCAVILLA AL MARE. Un centinaio di richieste di risarcimento per infortuni e insidie stradale ogni anno. Aumentano in modo esponenziale, a Francavilla, le denunce contro il Comune per cadute accidentali dovute alle cattive condizioni di manutenzione delle strade ma sono sempre più numerosi i casi in cui il giudice rigetta le istanze per il pagamento dei danni. Buche sul manto stradale, macchie d'olio, marciapiedi dissestati sono continue fonti di pericoli cui il pedone può andare incontro, ma in linea di massima il cittadino può essere risarcito solo quando il rischio di caduta è non visibile o non evitabile, quindi imprevisto su una situazione apparentemente normale.
Per l’amministrazione del sindaco Antonio Luciani, l’incremento delle cause risarcitorie non è dovuto alle pessime condizioni delle strade ma, in gran parte, alla tentazione di voler «batter cassa», un modo per esagerare le conseguenze di piccoli infortuni o, nel peggiore dei casi, vere e proprie truffe orchestrate ai danni della pubblica amministrazione. «Ultimamente», avverte l'assessore Davide Campli, «abbiamo riorganizzato il settore legale per opporci con grande rigore alle richieste che non integrano in maniera compiuta i requisiti di legge. Così ora sono numerose le sentenze, sia del giudice di pace che del Tribunale, che rigettano i ricorsi contro il Comune con conseguente condanna alla refusione delle spese di lite a carico della parte soccombente». Come a dire: non ci provate più a presentare richieste di danni per infortuni, perché rischiereste di perdere e rimetterci dei soldi. Oltre al danno, la beffa.
«Di recente», prosegue l’assessore, «sono sempre più frequenti le sortite di sventurati cittadini che si presentano in municipio per chiedere piani di pagamento rateale delle spese legali dovute all'ente. Somme che mediamente variano da 1.500 e 4mila 500 euro, cui vanno aggiunti i costi per bolli e consulenze tecniche, oltre agli onorari dovuti al proprio avvocato che nonostante l'esito infausto della causa reclama il pagamento della parcella. La forbice può così allargarsi fino a 12mila euro». Un salasso per chi ha già subito le conseguenze di aver percorso strade che, spesso, somigliano a mulattiere.
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