Ingresso negato: accoltellato alla gola

6 Giugno 2022

Sangue davanti al locale. Addetto alla sicurezza ferito per vendetta da due giovani: il 51enne di Silvi ricoverato in ospedale

PESCARA. Lo hanno aspettato in strada, sulla riviera, in piena notte. E mentre si trovava vicino alla sua auto, gli hanno sferrato un colpo al collo, probabilmente con un cacciavite o con un altro oggetto acuminato, e uno alla schiena. Ha il sapore di un agguato, l’aggressione avvenuta attorno alle 3 di ieri, quando un addetto alla sicurezza di 51 anni è stato aggredito e poco dopo è finito in ospedale, ferito, fortunatamente non in pericolo di vita. Tutto sarebbe scaturito dal fatto che due giovani, i due aggressori, non hanno avuto la possibilità di entrare nel locale dove lavora, che era pieno. Sono stati allontanati e probabilmente si sono voluti vendicare di questo stop alla porta, con una reazione assolutamente spropositata, se davvero sarà confermato che il movente è stato questo.
È accaduto nel tratto di riviera davanti al Pepito beach, sulla rivera nord della città. Un addetto alla sicurezza, di origine senegalese e residente a Silvi, è uscito dal locale dove la serata danzante si era già conclusa, la musica era spenta. Doveva recuperare qualcosa in macchina, a quanto pare, ma lì ha trovato qualcuno ad attenderlo. Lo stavano aspettando o forse aspettavano qualche suo collega, un altro addetto alla security, per vendicarsi dell’alt che gli era stato imposto alla porta nelle ore precedenti. Vedendolo arrivare sono entrati in azione anche se non è certo in maniera assoluta che ce l’avessero proprio con lui perché potrebbero averlo confuso con un’altra persona, addetta al controllo all’ingresso.
La vittima è tornata sui suoi passi, ha chiesto aiuto ed è stata soccorsa dal personale del 118 che l’ha trasportata in ospedale. Lì il 51enne è rimasto tutto il giorno per accertamenti. «Il sangue non si è fermato, ma sto meglio», ha detto dal pronto soccorso, nel pomeriggio, mentre aspettava di sottoporsi ad altri esami e consulenze per capire le conseguenze di quei fendenti. Le sue condizioni, comunque, non sono gravi e non hanno destato particolare preoccupazione, sin dal primo momento. È stato sicuramente fortunato perché poteva andargli decisamente peggio. Dei due aggressori nessuna traccia: si sono dileguati rapidamente, sparendo nella notte.
Ora è tutto da ricostruire nei dettagli, per incastrare i sospetti maturati nelle ore successive all’agguato con gli elementi raccolti un po’ per volta, e su questo ha lavorato e sta lavorando la squadra mobile, diretta da Gianluca Di Frischia, che si sta occupando delle indagini. Gli investigatori hanno ascoltato chi c’era, chi ha visto qualcosa, l’altra notte, prima e dopo l’aggressione, a partire dalla vittima, e hanno studiato le immagini delle telecamere che potrebbero aver ripreso qualcosa di utile a chiudere il cerchio, non solo durante la serata ma anche quando è avvenuto il fatto di sangue. Sono tanti i tasselli da mettere insieme per acciuffare i responsabili che però avrebbero le ore contate anche se le indagini non sono ancora finite.
Attorno alle 3 l’arrivo di diverse pattuglie della squadra volante sulla riviera e dell’ambulanza del 118 che ha soccorso il 51enne hanno richiamato l’attenzione di chi era ancora in giro a divertirsi e degli addetti alla sicurezza dei locali che si trovano sul mare.
«È assurdo che accadano cose del genere», dice un altro addetto del settore, Joselito Zaramelli. «Noi stavamo lavorando a 50 metri da lì, poteva accadere a chiunque. Massima solidarietà al collega che conosco e che ha esperienza nel nostro lavoro. Sono tante le persone che respingiamo alla porta e il rischio è che qualcuno si presenti con un coltello o che ti infili una bottiglia rotta nella pancia. Purtroppo è anche una questione di fortuna».
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