Innalzamento del mare: sos per le foci dei fiumi Tronto, Pescara e Sangro

13 Febbraio 2019

Le ultime proiezioni inseriscono i tre punti del litorale abruzzese tra i quindici siti più a rischio della linea costiera italiana entro il 2100

ROMA. Le foci dei fiumi Tronto, Pescara e Sangro, tra i siti considerati più a rischio da uno studio dell'Enea. La questione non è nuova, ma le ultime proiezioni rilanciano l'allarme su un problema che costituisce uno dei principali allarmi ambientali in tutto il Paese. Si parla qui del fenomeno dell'innalzamento del mare, che al 2100 metterebbe a rischio oltre 5mila 600 chilometri quadrati di litorale e riguarda praticamente tutte le regioni italiane bagnate dal mare, per un totale di 40 aree costiere. Così le proiezioni dell'Enea, diffuse oggi, nel corso di un convegno dedicato al Mediterraneo e all'economia del mare insieme con Confcommercio. In particolare _ i dati disponibili riguardano 15 aree su un totale di 40 identificate _ la questione riguarda una vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna; le foci del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo; l'area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia; La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull'Isola d'Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana; la piana Pontina, di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio; la piana del Volturno e del Sele in Campania; l'area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari), di Porto Pollo e di Lido del Sole (Olbia) in Sardegna; Metaponto in Basilicata; Granelli (Siracusa), Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala in Sicilia; Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.