Inps, in pensione a 62 anni Ultimi giorni per decidere

25 Marzo 2022

Entro marzo la bozza di riforma: scontro sindacati-governo che propone 64 anni E a fine 2022 rischiano di sparire le alternative come Quota 102 e Opzione donna

Ultimi giorni per poter decidere la pensione a 64 anni o 62. Entro fine marzo il Governo dovrà inserire il programma nel Documento di Economia e Finanza (Def), che rappresenta l’impalcatura sulla quale si reggerà la riforma pensionistica nella legge di Bilancio 2022.
Le posizioni, sul tavolo della trattativa, restano distanti: l’esecutivo punta a un’uscita anticipata a 64 anni col ricalcolo contributivo della pensione per tutti, mentre i sindacati caldeggiano l’uscita anticipata a 62 anni o, in alternativa, con 41 anni di contributi versati.
NODI DA SCIOGLIERE. Di fatto sono tre le deroghe al sistema pensionistico ordinario che rischiano di terminare la corsa a fine anno. Si tratta delle pensioni anticipate a cui accedere con Opzione Donna, Ape Sociale e Quota 102: tutti provvedimenti in scadenza che, in assenza di rinnovo, lascerebbero un vuoto normativo con le regole Fornero attualmente in vigore (67 anni). Il Governo sta valutando anche la proroga delle tre misure esistenti.
Dal prossimo anno, in ogni caso, sarà molto difficile andare in pensione prima di 40 anni di lavoro per una serie di fattori che spaziano dalla fine di Quota 100 all'introduzione di Quota 102, passando per il ritorno per tutti alla legge Fornero che, ad oggi, non può essere escluso.
QUOTA 102. Con Quota 100, per andare in pensione erano sufficienti 38 anni di contributi e 62 anni di età con la possibilità, tra l’altro, di esercitare questa opzione anche nel 2022 grazie alla cristallizzazione dei requisiti. Ovvero, a patto d’aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro e non oltre la data del 31 dicembre del 2021. Ma già da quest’anno andare in pensione anche prima di 40 anni di lavoro è diventato più difficile con Quota 102, che prevede uno scalino anagrafico di due anni: occorrono, infatti, sempre 38 anni di contributi previdenziali obbligatori versati, ma il requisito dell’età è balzato da 62 a 64 anni.
CALCOLO MISTO. Come andare in pensione senza dover dire quanti anni hai? E, soprattutto, quanto bisognerebbe guadagnare per permettersi il calcolo misto? Il futuro della riforma pensionistica, al momento, è nebuloso, ma i sindacati stanno facendo i primi calcoli sulla base delle attese relative alla riforma pensioni 2023 del Governo Draghi. In particolare, per avere l'assegno pensionistico senza dover calcolare l'età anagrafica, servirebbe una misura strutturale priva di vincoli legati alla stessa. E, in tal caso, andrebbe applicata Quota 41 per tutti, una misura di cui si parla da tempo, ma che il Governo guidato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, non ha mai preso in seria considerazione, ritenendo il provvedimento troppo oneroso per le casse pubbliche. Strada su cui spingono, al contrario, le organizzazioni sindacali. Quota 41 consente di lasciare il mondo del lavoro con altrettanti anni di contributi previdenziali obbligatori versati, a qualsiasi età e senza altri vincoli da rispettare.
Ad oggi l’unica Quota 41 esistente è quella riservata ai lavoratori precoci, che hanno versato almeno un anno di contributi da lavoro effettivo prima dei 19 anni d’età. Più specificatamente, possono usufruire dell'agevolazione disoccupati in seguito a licenziamento, lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, persone con riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74% e lavoratori dipendenti addetti alle attività gravose.
POSSIBILI PENALIZZAZIONI. Per andare in pensione anticipata senza vincolo anagrafico il Governo vorrebbe introdurre delle penalizzazioni sull’assegno, in misura crescente rispetto all’aumentare degli anni che mancano per maturare i requisiti per l’assegno Inps di vecchiaia.
Ma su questo punto non si sono certezze, mentre è decisamente più concreta la possibilità di ritiro dal lavoro, dal prossimo anno, con la pensione anticipata calcolata interamente con il sistema contributivo e con il requisito anagrafico che potrebbe essere fissato a 64 anni di età.
La stessa soglia anagrafica applicata quest’anno per accedere alla pensione anticipata con il parametro di Quota 102, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2022.