Insegne, via la tassa per 1.500 negozianti

Il consiglio elimina l’imposta a partire dal prossimo anno e riduce di 600 euro il costo dei contratti
PESCARA. Buone notizie per i commercianti che, a partire dal primo gennaio dell’anno prossimo, non dovranno più pagare le tasse sulle insegne di esercizio, cioè quelle che pubblicizzano un’attività. È quanto ha deciso lunedì scorso il consiglio comunale varando una delibera presentata congiuntamente dall’assessore Giacomo Cuzzi e dal presidente della commissione Commercio Piero Giampietro. L’aula ha anche approvato, un provvedimento del Movimento 5 Stelle che riduce i costi per i contratti delle insegne e rende più veloce l’iter per ottenere il permesso per l’installazione delle insegne. Entrambe le delibere sono state approvate all’unanimità.La delibera di Cuzzi e Giampietro interviene modificando più punti del regolamento della Cosap, ossia del canone di occupazione del suolo pubblico.
La prima modifica consente di passare dalla quantificazione del canone Cosap in base alle dimensioni dei cartelli, al canone calcolato sull’effettivo ingombro tramite la proiezione al suolo dell’insegna. «Questa correzione è stata fatta tenendo conto di una recente sentenza del Consiglio di Stato», ha spiegato Cuzzi. Il secondo intervento sul regolamento, invece, consente di esentare dalla tassa le insegne di esercizio delle attività commerciali. Secondo un calcolo sarebbero 4.500 le insegne per 1.500 attività, con uno sgravio di circa 80mila euro l’anno. A detta dell’assessore, questa cifra verrà coperta con la lotta all’abusivismo e regolamentando il canone non ricognitorio per scavi e lavori di privati nel sottosuolo.
«Grazie al lavoro di tutta la commissione», ha commentato Giampietro, «siamo riusciti a centrare l’obiettivo di sburocratizzare la vita delle piccole imprese e alleggerirne il carico tributario».La seconda delibera è quella del Movimento 5 Stelle. «I commercianti», ha spiegato la capogruppo Enrica Sabatini, «non dovranno più spendere 675 euro ogni tre anni per aver installato un’insegna d’esercizio, perché viene eliminato il provvedimento autorizzativo Cosap che comprendeva i diritti di istruttoria, le spese di registrazione del contratto all’Agenzia delle entrate e numerose marche da bollo». In sostanza, i commercianti pagheranno solo 75 euro al momento dell’installazione dell’insegna. Soddisfatto il presidente di Confcommercio Ezio Ardizzi che però si è chiesto: «Se la tassa era illegittima, saranno restituite alle aziende le somme inopportunamente versate in questi anni?». (a.ben.)
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