«Insieme a lui facemmo crescere la città»

23 Giugno 2019

L’ex deputato Quieti: «Lottammo per aeroporto, area di risulta e porto turistico. Ci aiutò Gaspari» 

PESCARA. Michele De Martiis e Peppino Quieti. Il sindaco e il deputato, all’epoca capogruppo della Democrazia cristiana. Nei due anni di governo transitorio, tra il 1988 e il 1990, prima dell’era Ciccantelli, la città l’hanno governata insieme.
«Ho vissuto con lui fianco a fianco» conferma Quieti, il primo ad arrivare al capezzale dell’amico morente che definisce «un signore all’antica, molto rispettoso e di grande umanità, «ci siamo battuti per realizzare la caserma dei vigili del fuoco all’aeroporto con tutti i servizi antincendio, la torre di controllo e il servizio strumentale voli, abbiamo inaugurato la sede universitaria trasferita dal museo Colonna di piazza Primo Maggio a viale Pindaro e tagliato il nastro al porto turistico per il quale i pescaresi non hanno speso una lira perché finanziato con fondi della comunità europea». Ancora: «Abbiamo acquisito per i primi 19 anni le aree di risulta, poi consegnate definitivamente alla città da Carlo Pace».
Tredici ettari contesi dalle Ferrovie. Quieti ricorda col sorriso quel giorno in cui a Pescara arrivò il deputato Lodovico Ligato, all’epoca presidente di Fs, e trovò «la folla di cittadini, ambientalisti e studenti sulle scale del Comune» con le armi in canna pronti a «difendere quel patrimonio che le Ferrovie rivendicavano». Ma nell’elenco dei “fatto” della giunta De Martiis, ufficializzata il 19 aprile di 31 anni fa, ci sono anche le Naiadi, la pineta d’Avalos, sottopassi e ponticelli eliminati per fare posto alle rotatorie, e l’isola pedonale in centro. «Ci aiutò Remo Gaspari, all’epoca ministro del Mezzogiorno, facendoci arrivare miliardi di finanziamenti». Tra i suoi assessori c’era Ermanno Ricci, delega ai Lavori Pubblici: «Persona tranquilla, delicata. L’unico screzio fra noi fu sui lavori del collettore che non volli fermare d’estate su suggerimento del tecnico della Bonifica Vestina Ovidio Mastracci, che ringrazierò sempre». Licio Di Biase, all’epoca consigliere comunale: «Era una persona per bene, democristiano della prima ora. Ha gestito il settore dell’Urbanistica con equilibrio e la sua vita con rettitudine».(c.co.)