Insorge via Firenze: «No all’arrivo di altri immigrati»

14 Aprile 2017

Villa Verrocchio, comitato cittadino costituito a novembre teme l’assegnazione di una palazzina al progetto Sprar

MONTESILVANO. "No all'arrivo di altri immigrati nel quartiere". È l'appello lanciato dal comitato di via Firenze, un gruppo composto da circa duecento cittadini del quartiere Villa Verrocchio, che in questi giorni sta promuovendo una raccolta di firme per scongiurare l'accoglienza di altri rifugiati nella zona.

Il comitato si era costituito formalmente nel novembre 2016 quando i residenti avevano scoperto che la società pescarese Salus aveva partecipato al bando della prefettura offrendo la disponibilità a realizzare un centro di accoglienza nella palazzina di sua proprietà, al civico 3 di via Napoli. Il rischio era svanito all'epoca con l'esclusione della società dall'avviso pubblico. Dopo pochi mesi di quiete, però, nei giorni scorsi, gli abitanti del quartiere sono tornati sul piede di guerra dopo aver notato lavori nella palazzina e aver ascoltato voci sull'arrivo di immigrati proprio in quello stabile. I residenti sono dapprima scesi in strada, poi sono stati ricevuti dall'assessore Valter Cozzi per esporre le proprie perplessità.

«In Comune ci hanno confermato che la palazzina», spiegano, «rientra tra gli immobili candidati ad accogliere gli immigrati nell'ambito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar ndc)». Se il ministero dovesse approvare la proposta progettuale presentata dal Comune, la palazzina di via Napoli potrebbe essere tra quelle selezionati dall'ente, così come l'edificio di corso Umberto, ex Artigianluce di Santa Filomena, presente nella lista.

«Non siamo razzisti», garantiscono, «ma abbiamo paura che il degrado e la malavita che già ci circondano possano aumentare. Viviamo in un quadrilatero nel quale coesistono già il centro di accoglienza Excelsior, l'ex hotel Paradiso di proprietà della Asl da tempo abbandonato, il palazzo di via Isonzo dove nelle scorse settimane è scoppiato un drammatico incendio, la prostituzione, lo spaccio e il bivacco a tutte le ore nella pineta. E a nulla sono servite fino a oggi le nostre segnalazioni al Comune e alle forze dell'ordine».

I residenti si dicono spaventati e, per questo, hanno proposto al Comune anche l'installazione di telecamere, l'introduzione di un senso unico su via Firenze e della zona a traffico limitato dopo le 20. Contestualmente, il comitato ha dato al consigliere Anthony Aliano, in qualità di avvocato, l'incarico di presentare un esposto. (a.l.)

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