Interrogazione M5S «Tracce di amianto all’Agenzia entrate»

22 Dicembre 2017

PESCARA. «Da notizie di stampa è emerso che nell'immobile di via Rio Sparto 21, a Pescara, che dalla fine degli anni Ottanta accoglie i dipendenti dell’ex ministero delle Finanze, oggi Agenzia delle...

PESCARA. «Da notizie di stampa è emerso che nell'immobile di via Rio Sparto 21, a Pescara, che dalla fine degli anni Ottanta accoglie i dipendenti dell’ex ministero delle Finanze, oggi Agenzia delle entrate, il pavimento è di composto da materiale vinil amianto in quasi tutto l’edificio». Comincia così l’interrogazione presentata dai deputati del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca, Andrea Colletti, Daniele Del Grosso al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
«Questo immobile, sede di tre diversi uffici fiscali, in seguito al processo di cartolarizzazione, è stato ceduto ad un privato», spiegano i tre parlamentari nell’interrogazione, «recentemente, nel giugno scorso, conseguentemente alle rimostranze sollevate da alcuni dipendenti dell'Agenzia delle entrate, la proprietà provvedeva a incaricare una ditta specializzata per effettuare alcuni rilievi a campione per verificare attraverso opportune analisi i componenti del pavimento Dopo ben 4 mesi sono stati resi noti i risultati delle analisi nelle quali veniva riscontrata la presenza di amianto nella colla utilizzata per il fissaggio delle mattonelle». «A seguito di altra campionatura effettuata da un laboratorio incaricato dall’Agenzia delle entrate», fanno presente, «la percentuale di amianto è risultata più elevata rispetto ai precedenti esami. Da diversi anni il pavimento di vinil amianto in quasi tutto l’immobile, a causa dell’ordinario calpestio, si è consumato fino a rendere visibile il massetto sotto la pavimentazione. La proprietà dell’immobile in questi giorni sta procedendo all’incapsulamento del pavimento nelle sole stanze in cui lo stesso è maggiormente danneggiato. Tuttavia la ditta incaricata all’isolamento del vinil amianto obsoleto ha delimitato piuttosto precariamente la zona dei lavori in corso, da cui a volte fuoriescono polveri e odori acri di prodotti chimici, in compresenza dei lavoratori. Per decenni i lavoratori hanno respirato, probabilmente, una sostanza dichiaratamente nociva per la salute».
Da qui le richieste: «Se il ministro ritenga opportuno approfondire la situazione, predisporre l’immediato isolamento del cantiere, attivarsi nei confronti della proprietà affinché proceda all’incapsulamento del pavimento».