Interrogazione Pd alla Regione sui casi al Santa Caterina
FRANCAVILLA. «Vogliamo garanzie e la giusta attenzione da parte della Regione per gli operatori e gli ospiti dell’Istituto di riabilitazione Santa Caterina di Francavilla». A parlare sono l'assessore...
FRANCAVILLA. «Vogliamo garanzie e la giusta attenzione da parte della Regione per gli operatori e gli ospiti dell’Istituto di riabilitazione Santa Caterina di Francavilla». A parlare sono l'assessore comunale Francesca Buttari e il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale Silvio Paolucci, che intervengono sul focolaio scoppiato con 19 casi Covid nel centro di riabilitazione in zona Foro.
«E' necessario che la Regione spieghi che cosa sia successo, prendendo le dovute precauzioni per limitare il contagio interno ed evitare tassativamente che la situazione sfugga di mano», proseguono i due esponenti del Pd in una nota. «Il Santa Caterina è un istituto che opera nel settore della riabilitazione estensiva e offre percorsi assistenziali e riabilitativi alle persone con disabilità, quindi soggetti fragili che hanno un maggior rischio di sviluppare gravi forme di coronavirus e che proprio per questo dovrebbero essere più tutelati, attraverso un'adeguata prevenzione».
Recita ancora la nota: «Strutture come il Santa Caterina devono essere monitorate concretamente, soprattutto dopo quanto accaduto nelle Rsa durante la prima fase della pandemia. E' importante evitare che diventino focolai, cosa che forse si poteva fare con un maggior supporto da parte di Regione e Asl, ma anche sottoponendo a vaccino gli operatori e gli ospiti della struttura, perché la situazione fosse gestibile e non diventasse rischiosa per tutti. Questo a oggi non ci risulta che sia avvenuto». Sulla scorta di tale ragionamento nasce l'iniziativa di Paolucci, intenzionato a proporre un'interrogazione in consiglio regionale: «Chiediamo quali misure sono state adottate per prevenire l'estensione del contagio all'interno dell'istituto», spiega il consigliere. «Vogliamo sapere se è stata fatta prevenzione, come imposto da un’ordinanza del presidente della Regione, che obbliga a sottoporre i dipendenti al test Covid 19 ogni quindici giorni. Il timore però è che sia rimasta una lettera morta», spiega ancora Paolucci. Che poi conclude: «Tra le altre cose, Francavilla è stata fra le città dove si è chiesta l’esecuzione massiva e continuata dei test antigenici, anche in virtù del numero di contagi». (a.d.s.)

