Interventi alla schiena, nuovo macchinario

Unica in Abruzzo, l’apparecchiatura in dotazione a Neurochirurgia limita l’esposizione alle radiazioni
PESCARA. Si chiama O-Arm la nuova frontiera per la cura delle deformità vertebrali, scoliosi, cifosi, lordosi, patologie degenerative o di natura traumatica. L’innovativa apparecchiatura radiologica, l'unica in Abruzzo (25 in tutta Italia), in dotazione alla Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara, consente di eseguire interventi sulla colonna vertebrale in modalità neuronavigata e limitando l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti.
Le procedure strumentali multidimensionali permettono il controllo, in tempo reale, di tutte le manovre necessarie al corretto svolgimento di operazioni chirurgicamente complesse. Con questo apparecchio, costato 450mila euro ed entrato in funzione più di un mese fa in sala operatoria, sono già stati eseguiti 12 interventi chirurgici con procedure finalizzate alla stabilizzazione della colonna vertebrale, o alla correzione di deformità, mediante l'utilizzo di protesi e viti impiantati, fino ad oggi, con la radiografia tradizionale. Sono in programma altri 60 interventi di questo tipo che si aggiungono ai 280 di varia natura, compresi quelli al cranio, già eseguiti a Neurochirurgia dall'inizio dell’anno e altri 700 in cantiere entro dicembre. Il sistema è stato presentato ieri mattina, nella sala riunioni della direzione generale della Asl, dal manager Vincenzo Ciamponi con il direttore dell'unità operativa complessa di Neurochirurgia, Donato Carlo Zotta; il direttore del dipartimento Servizi ospedalieri e Radiologia, Vincenzo Di Egidio; il direttore sanitario Antonio Caponetti; il direttore amministrativo Vero Michitelli e la responsabile dell'unità di Fisica sanitaria, Piera Turano.
Presenti il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il consigliere Guerino Testa. Spiega Zotta: «O-Arm ci guida col navigatore nel corso dell’intervento senza obbligarci a ricorrere a continui stop, come accadeva fino ad oggi, per impiantare viti e fare radiografie. Prossimamente saremo in grado anche di eseguire biopsie di tumori cerebrali e stimolazioni cerebrali nei casi di morbo di Parkinson».
I vertici Asl hanno sottolineato l'impegno dei reparti coinvolti, Radiologia e Neurochirurgia, e della Regione.

