Introvabili le mascherine a 0,50: protestano farmacisti e clienti

I dispositivi di protezione ordinati non arrivano ancora, ma le richieste dei cittadini sono incessanti Zenobii (Ferderfarma): «Le paghiamo 44 centesimi l’una, ma siamo contenti di aiutare la collettività»
PESCARA. Le mascherine a 50 centesimi? Nelle farmacie pescaresi sono introvabili, malgrado gli annunci governativi nei primi giorni della fase 2 e l’emergenza coronavirus che non accenna a placarsi.
Gli ordini sono stati inoltrati dai farmacisti alle aziende distributrici, con depositi a Pescara e in Abruzzo, che però non le hanno consegnate e non sono chiari i motivi del ritardo.
Gli utenti le richiedono incessantemente e, una volta disponibili, le pagheranno 61 centesimi al pezzo, 50 centesimi più Iva. Non mancano le lamentele dei farmacisti sui rimborsi statali «che non ci daranno mai», riguardanti la differenza di prezzo tra le mascherine in deposito da smaltire, che possono costare anche 3-4 euro, e quelle governative a pochi spiccioli.
LAVABILI 4 VOLTE Per ora è possibile solo sapere che le mascherine cosiddette “di Stato” sono realizzate in propilene tessuto non tessuto 100%, sono composte da due veli, sono sanificabili con soluzione idroalcolica al 70 per cento e lavabili fino a quattro volte a una temperatura tra i 40 e i 60 gradi: così recita l’informativa di una delle aziende produttrici italiane delle mascherine statali tanto attese anche dai pescaresi, che inondano di telefonate, messaggi e e-mail le farmacie di fiducia per accaparrarsi la scorta statale a prezzi low cost. Saranno di colore bianco, ma anche giallo, rosso, verde, blu e rosa, adatte ai bambini tra i 2 e gli 11 anni e per adolescenti, realizzate nel rispetto dei protocolli dettati dal ministero della Salute e saranno distribuite a pacchi da 10, 25 o 100.
LE ORDINAZIONI Alza le braccia, il presidente provinciale di Federfarma, Fabrizio Zenobii, titolare dell'esercizio di piazza San Francesco: «Ne abbiamo ordinate diverse centinaia da una settimana alle aziende distributrici i cui depositi si trovano anche a Pescara, ma non riusciamo ad averle e non comprendiamo dove sia l’intoppo. Intanto, i clienti ce le chiedono con insistenza tramite messaggi, e-mail e telefonate, ma rimangono delusi quando diciamo loro che non sono ancora arrivate. E purtroppo siamo sforniti anche degli altri tipi di mascherine chirurgiche».
Sui costi, Zenobii chiarisce che «all’utenza costeranno 61 centesimi, forse potremo anche spacchettarle e venderle nelle quantità desiderate, però non conosciamo le direttive in concreto». Per i farmacisti il provvedimento governativo non è certo un business, e lo dicono a chiare lettere: «Noi le paghiamo 44 centesimi l’una e anche di più, ci resta solo la grande soddisfazione di aiutare la collettività».
FORNITURE DALLA CINA È lo stesso pensiero espresso da Italo Alby, dell’omonima farmacia di via Gobetti, che le mascherine a 50 centesimi le vende da sempre. Ma non quelle governative. «Le partite», spiega il dottor Alby, «arrivano dalla Cina dove ci sono i nostri fornitori abituali. Le mascherine non ci sono mai mancate sin dall’inizio dell’emergenza, sia per i cittadini sia per i sanitari che utilizzano quelle con il marchio Ce En 14683. Ne abbiamo smaltite almeno trentamila complessivamente, i cittadini le acquistano a pacchi da tre, al costo di 1 euro e 80 centesimi, che il personale ha impacchettato nel cellophane con notevole dispendio di tempo. Quelle in vendita a 60 centesimi le abbiamo pagate più del doppio, ma non importa. Adesso ci preme aiutare le persone a proteggersi. E pensare che sei mesi fa costavano solo 5 centesimi l’una».
BEFFA RIMBORSI Dal primo maggio, a pochi giorni dall’avvio della fase 2, in teoria le farmacie avrebbero dovuto avere le scorte. Così non è. Si sfoga, il dottor Alby: «Non le ho ancora ordinate, quelle statali, ma la qualità è tutta da verificare, così come le certificazioni. Abbiamo scoperto invece, consultando i nostri legali, che non ci arriveranno i rimborsi promessi dal Governo che per ora fa solo annunci. Dieci milioni di mascherine non basteranno, ci ritroveremo a secco molto presto. Intanto, facciamo fatica anche a reperire alcool e guanti, dispositivi di cui però lo Stato ci impone l’uso».
MASCHERINE PER BIMBI Una cliente, la signora Anna, è preoccupata: «A 50 centesimi le comprerò per tutta la famiglia, le altre costano troppo». Alla farmacia di Vincenzo Caldarelli, in viale Muzii, la dottoressa Sara La Torre mostra l’informativa contenente la descrizione delle mascherine governative, rivela che «saranno disponibili anche quelle colorate per i bambini», e che «il via vai di richieste è continuo, chi non le trova rinuncia e se ne va».
Alla farmacia Di Nardo di via Fabrizi le file sono disciplinate da un semaforo posto all’ingresso. Quando è verde entra Barbara Di Marco, di Città Sant’Angelo: «Le mascherine a 50 centesimi? Le comprerò appena arrivano».
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