Investe addetto pompe funebri e scappa

L’automobilista si è fermato al passaggio del corteo davanti alla basilica, poi è ripartito di colpo: un 37enne resta ferito
PESCARA. Era fermo in mezzo alla strada, a fare il suo lavoro. Ed è stato investito all'improvviso da un'auto pirata che si è allontanata rapidamente, senza che il conducente lo soccorresse. Il tutto in condizioni assolutamente particolari, perché stava per cominciare un funerale. Ha dell'incredibile la dinamica dell'incidente avvenuto ieri davanti alla basilica della Madonna dei sette dolori. Un addetto dell'impresa funebre San Pio ha momentaneamente bloccato il traffico per consentire al corteo funebre di raggiungere la chiesa e di cominciare la cerimonia. Mentre il carro si stava avvicinando al luogo di culto l'uomo, un 37enne, si è messo davanti a un'auto che si era appena fermata, come a volerne impedire il transito. Un gesto di routine, e la reazione doveva essere pressoché scontata da parte dell'automobilista, che avrebbe dovuto attendere la fine della manovra per poi continuare per la sua strada. E invece non è stato così. L'auto si è fermata, in effetti, segno della disponibilità del conducente ad attendere con pazienza di poter ripartire. Subito dopo, però, il mezzo ha ricominciato a muoversi, mentre l'addetto dell'impresa di pulizia era ancora lì davanti, fermo, ad aspettare che il carro funebre si sistemasse. Il malcapitato è stato colpito in pieno, sotto gli occhi esterrefatti di tutti coloro o buona parte di coloro che erano lì per partecipare alla cerimonia funebre. Un gesto assolutamente inatteso, quello dell'automobilista frettoloso, che se n'è infischiato delle condizioni del ferito, ed è andato via, sparendo dalla circolazione. E senza rendersi conto di essere stato notato da molti. Purtroppo per il 37enne è stato indispensabile il trasporto al pronto soccorso per un controllo accurato e accertamenti mirati, finalizzati a capire le conseguenze di quella botta. L'episodio potrebbe avere uno strascico spiacevole e non si escludono denunce. Sempre che l'automobilista (uomo o donna che sia) non si faccia avanti con le forze dell'ordine per raccontare tutto.

